Come l'implantologia all on four distribuisce il carico
Implantologia all on four a Pisa: come il carico si ripartisce su quattro impianti, i tempi del provvisorio e quando non è la scelta giusta. Ghezzano.
Implantologia all on four a Pisa: come il carico si ripartisce su quattro impianti, i tempi del provvisorio e quando non è la scelta giusta. Ghezzano.
Implantologia all on four a Pisa: come il carico si ripartisce su quattro impianti, i tempi del provvisorio e quando non è la scelta giusta. Ghezzano.
Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 6 ottobre 2026 · 8 min di lettura.

Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario.
050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758
L'implantologia all on four distribuisce il carico di un'arcata intera su quattro impianti: due diritti davanti e due inclinati dietro, dove l'osso tiene meglio. Sopra si avvita una struttura unica, così la masticazione scarica su tutti e quattro insieme. Se quel carico sia sostenibile nel tuo caso lo dicono la TAC e la visita, non una ricerca su Google.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, a pochi minuti da Pisa, mi occupo di implantologia.
Lo reggono perché non lavorano da soli: la protesi è un pezzo unico avvitato, quindi ogni morso si ripartisce fra i quattro impianti e non solo su quello che sta sotto il dente che stai usando.
Un dente naturale ha la sua radice e il suo carico. Qui il principio è rovesciato: la struttura fa da ponte e trasferisce la spinta a tutti gli appoggi.
Per questo dieci o dodici denti sopra non chiedono dieci o dodici radici sotto. È la struttura a dividere il lavoro.
Perché inclinandoli si resta dentro l'osso anteriore, di solito più compatto, e allo stesso tempo la protesi trova un appoggio più indietro: la base che regge il carico diventa più lunga.
Quando un'arcata si svuota, l'osso si riassorbe prima dietro, dove stavano i molari. Davanti, fra i due canini, quasi sempre tiene.
Inclinare non è un'acrobazia. È il modo di sfruttare quell'osso senza chiedere al paziente un innesto che, in quel caso, non servirebbe.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758
Solo se gli impianti raggiungono una stabilità sufficiente già durante l'intervento: in quel caso il provvisorio fisso si avvita in genere entro 24-48 ore.
È la logica del carico immediato: non si passano mesi con l'arcata vuota in attesa dell'integrazione.
Il provvisorio, però, non è la protesi finale. Per alcune settimane si mastica morbido, l'osso si lega agli impianti, e solo dopo si costruisce la struttura definitiva.
Chi immagina l'intervento la mattina e una bistecca la sera resta deluso. Il tempo biologico non si comprime.
Quando i denti rimasti si possono ancora curare: un'arcata con sei elementi recuperabili non si estrae per far posto a quattro impianti.
La strada meno invasiva viene sempre prima. Una parodontite affrontata in tempo può tenere in bocca denti che sembravano spacciati, e allora il progetto cambia.
Anche il fumo pesante pesa sulla guarigione. Lo diciamo in visita, senza giri di parole.

Con una protesi mobile il morso scarica sulla gengiva e sul palato; con una struttura avvitata agli impianti la spinta passa all'osso, che è il tessuto fatto per riceverla.
Chi ha portato una mobile per anni racconta spesso le stesse due cose: il palato coperto e la sensazione di dover controllare la protesi mentre mangia o parla.
Una dentiera fissa su impianti lavora in modo diverso, perché non si rimuove a casa. In cambio chiede un impegno nuovo: la manutenzione.
Con la pulizia quotidiana sotto la struttura, scovolino e idropulsore, più controlli in studio in cui la protesi può essere svitata e igienizzata a fondo.
Gli impianti non si cariano. La gengiva e l'osso intorno, invece, si infiammano se la placca resta ferma nel sottoponte per mesi.
La pulizia professionale degli impianti non è un dettaglio accessorio: è la parte che incide su quanto dura il lavoro. Un richiamo saltato per tre anni si vede.
Via Giosuè Carducci 51 è fuori dalla ZTL di Pisa e ha il parcheggio davanti: siamo a circa 4 km dal centro e a pochi minuti da Porta a Lucca e dall'ospedale di Cisanello.
Da Cascina e da Fornacette si arriva con la FI-PI-LI in una decina di chilometri; da Vecchiano con l'Aurelia; da Calci, Vicopisano e dal resto di San Giuliano Terme la strada è più corta ancora.
Per un percorso di implantologia all on four questo conta davvero: fra chirurgia, consegna del provvisorio e controlli, le visite sono diverse nel giro di pochi mesi.
Molti pazienti passano da qui dopo un turno a Cisanello o fra due lezioni all'università. Siamo aperti dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30 e il sabato 9-13.
Il primo passo è una visita: radiografia, esame dell'osso e una valutazione onesta su cosa si può salvare, prima di parlare di impianti dentali e di come ripartire il carico. Puoi chiamare lo 050 9910086 o prendere appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa
Si lavora in anestesia locale, scelta e dosata dopo la valutazione del singolo caso, e il controllo del dolore si imposta insieme prima di iniziare. Nei giorni successivi gonfiore e indolenzimento sono attesi e si gestiscono con le indicazioni date in studio. I tempi di recupero variano da persona a persona.
Bastano quando l'osso anteriore ha volume e densità sufficienti e gli impianti raggiungono una buona stabilità iniziale, perché a quel punto il carico si ripartisce su una base ampia. L'inclinazione dei due posteriori serve proprio ad allungare quella base. Se le condizioni non ci sono, si valutano schemi con un numero diverso di impianti.
Il protocollo si applica all'arcata superiore, a quella inferiore o a entrambe. Le due arcate hanno osso diverso e si studiano separatamente con la TAC. Spesso si procede in tempi distinti, non nella stessa seduta.
In genere alcuni mesi, il tempo necessario perché l'osso si integri con gli impianti. In questa fase la dieta resta morbida e i controlli sono più ravvicinati. La struttura finale si costruisce solo quando l'integrazione è confermata.
Sì, ed è il passaggio che dà le risposte vere su volume e qualità dell'osso. Senza immagini tridimensionali qualsiasi piano resta un'ipotesi. In studio la TAC si esegue e si legge nello stesso appuntamento.
Il fumo rallenta la guarigione e aumenta il rischio di infiammazione intorno agli impianti. Non è un divieto automatico, ma è un fattore che pesa nella valutazione e di cui parliamo apertamente. Ridurre prima dell'intervento aiuta la fase di guarigione.
Di norma due volte l'anno, con una seduta di igiene dedicata alla protesi avvitata. Nei casi con storia di parodontite i richiami possono essere più frequenti. Il calendario si definisce dopo la consegna della protesi definitiva.
È un'eventualità prevista e per questo i controlli dei primi mesi sono ravvicinati. Si valuta la zona, si decide se rimuovere e riposizionare l'impianto e come adattare la struttura nel frattempo. Il piano si rivede insieme, senza improvvisare sulla protesi già in bocca.
Soprattutto da Pisa città, San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Fornacette. Ghezzano è fuori dalla ZTL e ha il parcheggio davanti all'ingresso. Per chi lavora o studia fra Cisanello e l'università la distanza è di pochi minuti.
Come si svolge all-on-4 nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758