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Trattamenti · Dott. Edoardo Palla

Chirurgia orale a Pisa

Estrazioni difficili, elementi inclusi, radici residue e preparazione del terreno per un impianto: decise sulla TAC Cone Beam in sede e spiegate prima, non sulla poltrona.

Chirurgia orale a Pisa: cosa trovi in questa pagina

Questa pagina spiega come si decide un intervento di chirurgia orale a Pisa: in quali casi operare conviene, quali immagini vengono prima della sala, che cosa accade se scegli di aspettare, come si legge un preventivo firmato, quanti giorni chiede il recupero e chi mette le mani in bocca. Trovi anche tre situazioni ricorrenti della zona, i casi in cui si rimanda e le domande che arrivano più spesso in segreteria.

Se stai cercando chirurgia orale a Pisa, quasi sempre qualcuno ti ha già detto una frase secca: «questo va tolto». Il motivo per cui sei qui non è capire come si impugna un bisturi, è capire se quella frase è l'unica possibile, quanto ti costa in giorni di vita e che cosa resta al posto di quel pezzo di bocca.

Lo studio riceve in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa: fuori dalla ZTL, con parcheggio davanti alla porta. Le due richieste più frequenti hanno una pagina propria, l'estrazione di un dente e il dente del giudizio; tutto il resto lo trovi qui sotto.

Preferisci parlarne a voce? 050 9910086, rispondiamo lunedì – giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · venerdì, 8:30 – 13:30 · sabato, 9:00 – 13:00. Parlarci non ti impegna.

Chirurgia orale a Pisa: la sala operativa dello studio di Via Carducci a Ghezzano

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Chirurgia orale: come funziona

  • Quando un molare arriva davvero alla chirurgia orale?

    Quando la parte ancora sana non basta più a reggere una ricostruzione, quando l'infezione non risponde alle cure del canale o quando l'elemento fa danno ai vicini.

    Sono tre scenari diversi e vanno distinti, perché solo il primo è senza ritorno. Una radice spaccata per il lungo non si ripara; un granuloma che resiste ha ancora una seconda possibilità con il ritrattamento del canale; un elemento storto che spinge il vicino è un problema di spazio, non di infezione.

    Il compito della visita è dirti in quale dei tre ti trovi, con la radiografia sul monitor davanti a te. Chi accetta la sala operativa deve sapere che cosa sta scambiando: un guaio che ritorna contro una ferita che si chiude in una decina di giorni.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Quali interventi rientrano nella chirurgia orale a Pisa?

    Tutto ciò che si esegue in ambulatorio sugli elementi dentali, sull'osso e sulle mucose in anestesia locale, dall'estrazione di pochi minuti all'innesto che prepara la sede di un impianto.

    L'etichetta è larga e comprende gesti che non hanno nulla in comune quanto a durata e a impegno. Alcuni finiscono prima che tu abbia terminato di sistemarti sulla poltrona; altri richiedono un lembo di gengiva sollevato, una sutura e una verifica a distanza di giorni.

    • Estrazione semplice. L'elemento esce intero con le pinze, senza incidere la gengiva.
    • Estrazione difficile. Radici curve, fratturate o rimaste sotto la gengiva da anni: si divide la corona e si lavora a settori.
    • Elementi inclusi. Rimasti prigionieri dell'osso: quasi sempre i giudizi, a volte un canino che non è mai spuntato.
    • Apicectomia. Si asporta la punta della radice e il tessuto malato intorno, per salvare ciò che il canale da solo non ha risolto.
    • Frenulo. Si corregge la briglia fra labbro e gengiva, o quella sotto la lingua, quando tiene aperto uno spazio o limita i movimenti.
    • Lesioni delle mucose. Piccole asportazioni con invio all'esame istologico ogni volta che il tessuto lo richiede.
    • Preparazione all'impianto. Innesti e rialzo del seno mascellare per costruire l'osso che un impianto pretende.
    Render clinico del dente del giudizio incluso, inclinato sotto la gengiva
  • Che cosa succede se scelgo di non operare?

    Dipende dal guaio: alcune situazioni restano ferme per anni, altre peggiorano in silenzio e si presentano al pronto soccorso di notte.

    Una radice residua senza infezione può convivere con te a lungo, e rimandarla è una scelta legittima purché la controlli. Un granuloma che cresce, invece, consuma l'osso intorno: fra due anni l'estrazione sarà la stessa, ma il terreno per un impianto sarà peggiorato e il conto biologico più alto.

    Chi ti propone la sala ha il dovere di raccontarti anche questa seconda colonna. Se non la senti nominare, chiedila: è il modo più rapido per capire se hai davanti una diagnosi o un listino.

    Il vassoio dei manipoli accanto al riunito di una sala operativa dello studio di Ghezzano

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Chirurgia orale: le domande di chi decide

  • Quali esami vengono prima di operare a Pisa?

    Una visita con anamnesi seria e l'immagine adatta al caso: la panoramica per la maggior parte delle estrazioni, la TAC Cone Beam quando bisogna sapere dove passa il nervo.

    La differenza fra le due non è tecnologica, è di responsabilità. La panoramica appiattisce tutto su un piano: basta per un elemento mobile, non basta per un giudizio inferiore coricato accanto al canale del nervo. Lì la ricostruzione tridimensionale, eseguita in sede, evita di scoprire la sorpresa a mani già occupate.

    L'elenco dei farmaci che assumi pesa quanto la radiografia. Anticoagulanti, medicinali per l'osso, diabete instabile, radioterapia sul distretto testa-collo: nessuno chiude la porta, tutti cambiano la preparazione. Portali scritti, non a memoria.

    Render clinico dell'estrazione: l'alveolo vuoto e il dente estratto
  • Si sente dolore durante la seduta?

    L'anestesia locale toglie il dolore, non la percezione della pressione e del movimento: è la confusione fra le due che spaventa chi non è stato avvisato.

    Per questo, prima di cominciare, ti viene descritto ciò che sentirai: una spinta, un rumore vicino all'orecchio, la mano che lavora. Sapere in anticipo abbassa metà dell'agitazione senza aggiungere alcun farmaco.

    Per le sedute lunghe, per gli inclusi profondi e per chi si irrigidisce appena vede la sala, resta disponibile la sedazione cosciente con protossido: rimani sveglio e rispondi alle domande, ma il tempo passa diversamente. Chi la sceglie viene accompagnato e non guida fino a sera.

    Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
  • Quanti giorni chiede il recupero e cosa devo organizzare?

    Il gonfiore raggiunge il culmine fra il secondo e il terzo giorno e poi scende: un'estrazione semplice non ferma nessuno, una sutura chiede un fine settimana tranquillo.

    Nelle prime ore conta una cosa sola: non disturbare il coagulo che si sta formando nell'alveolo. Niente sciacqui energici, niente sigaretta, niente cibi caldi, ghiaccio sulla guancia a intervalli. È un elenco banale, e chi lo salta è esattamente chi ritorna con l'alveolite.

    La verifica si fissa prima che tu esca dalla porta, insieme alle istruzioni scritte. Se il dolore cresce dal quarto giorno anziché calare, se compare febbre o se il sangue non si ferma con la garza premuta, telefonare non è esagerare: sono i tre campanelli che vanno guardati.

    Render clinico del dente del giudizio incluso, inclinato sotto la gengiva
  • Chi opera nello studio alle porte di Pisa?

    Il Dott. Edoardo Palla, Direttore Sanitario, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004: la stessa persona che valuta, che opera e che ti rivede alla verifica.

    Non è un dettaglio organizzativo. Chi ha studiato la TAC prima dell'incisione è l'unico che sa perché quel lembo è stato disegnato così, e se qualcosa non si chiude come previsto non deve ricostruire la storia leggendo un referto altrui.

    Accanto a lui lavorano colleghi con competenze diverse, e la divisione dei compiti gioca a tuo favore: se in visita emerge che l'elemento regge ancora una devitalizzazione, il caso passa a chi se ne occupa e la sala esce dal piano. Un chirurgo che non sa dire di no serve a poco.

    Il vassoio dei manipoli accanto al riunito di una sala operativa dello studio di Ghezzano
  • Come si legge il preventivo di un'estrazione o di un innesto?

    Riga per riga, seduto e fuori dalla sala: ogni voce deve dire quale elemento riguarda, che cosa comprende e che cosa accade dopo la guarigione.

    Un preventivo onesto tiene separata la rimozione dalla sostituzione, perché sono due decisioni distinte e spesso distanti anche nel tempo. Distingue inoltre ciò che è certo da ciò che dipende da come si presenterà l'osso: chi ti anticipa un risultato scritto sta vendendo, non curando.

    Il foglio ti viene consegnato su carta e resta tuo. Portarlo a casa, farlo leggere a qualcuno e ripresentarti la settimana dopo è una scelta rispettata, non un'offesa: un secondo parere, quando c'è di mezzo il bisturi, è una precauzione normale.

    Render clinico dell'estrazione: l'alveolo vuoto e il dente estratto
Ghezzano, Pisa

Chirurgia orale a Pisa: tre situazioni che tornano spesso

La prima è lo studente fuori sede che a dicembre scopre un giudizio inferiore coricato e lo vuole togliere prima della sessione, non durante: la TAC si esegue in sede il giorno stesso e la data si incastra in una finestra che non tocca gli esami.

La seconda è l'uomo poco oltre i cinquanta che arriva da Cascina o da Fornacette uscendo dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est, con una corona vecchia sotto cui la radice si è spezzata. La sua domanda vera non riguarda l'anestesia: riguarda se lunedì potrà stare in cantiere.

La terza è la signora di settant'anni di Calci o di Vecchiano che assume anticoagulanti e si è sentita dire altrove che non si può fare nulla. Quasi sempre si può, sentendo il curante e usando i presidi locali per il sanguinamento. Arrivare a Ghezzano senza attraversare il centro è la parte facile della giornata.

La lampada operativa e il monitor sopra il riunito, studio dentistico di Ghezzano, Pisa

Quando operare non è la strada?

Il bisturi risolve un guaio esistente, non ne previene uno immaginato. In questi casi la risposta corretta è aspettare o fare altro.

  • L'elemento si può ancora tenere. Se il canale, il ritrattamento o una cura delle gengive lo mantengono in funzione, quella strada viene prima.
  • Il giudizio non disturba nessuno. Incluso, silenzioso, senza tasca gengivale e senza danno al vicino: si fotografa e si ricontrolla, non si toglie per principio.
  • La terapia in corso impone di attendere. Alcuni medicinali per l'osso e una radioterapia recente sulla mandibola spostano la data finché non esiste un piano condiviso con il medico che ti segue.
  • Manca la decisione sul dopo. Rimuovere senza aver deciso come e quando si riempie lo spazio produce un secondo guaio fra due anni.
Il percorso

Come si arriva a chirurgia orale: tre passi

Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
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Visita con radiografia sul monitor. Si guarda insieme dove sta il guaio, si nominano le alternative e si mette per iscritto che cosa comporta ciascuna.

Render clinico del dente del giudizio incluso, inclinato sotto la gengiva
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Seduta programmata in ambulatorio. Anestesia locale, protossido se lo chiedi, sutura dove serve e foglio di istruzioni consegnato a mano.

Il vassoio dei manipoli accanto al riunito di una sala operativa dello studio di Ghezzano
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Verifica e decisione sul dopo. Si controlla la guarigione, si tolgono i punti e solo allora si affronta la sostituzione dell'elemento mancante.

Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio dentistico di Via Carducci a Ghezzano, Pisa
Render clinico del dente del giudizio incluso, inclinato sotto la gengiva
Il vassoio dei manipoli accanto al riunito di una sala operativa dello studio di Ghezzano

Come si può pagare?

Estrazioni, urgenze e sedazione si preventivano alla visita che le precede, mai al telefono.

Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.

Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.

Il preventivo scritto, consegnato dopo la visita, resta l'unico documento che vale per il tuo caso.

  • Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
  • Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
  • Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.

050 9910086 · Rispondiamo Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00

Il primo passo è una visita

Un consulto per chirurgia orale a Pisa: la visita serve a capire, non a decidere per te. Parlarci non ti impegna.

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Chirurgia orale a Pisa: domande frequenti

  • Da cinque minuti per un elemento già mobile a circa un'ora per un incluso profondo o per un innesto. La stima nasce in visita leggendo la radiografia e ti viene comunicata prima di bloccare la data in agenda, così organizzi la giornata di conseguenza.

  • Con la sola anestesia locale no: puoi venire e ripartire da solo, anche in bicicletta. Con la sedazione cosciente sì, serve qualcuno alla guida, e per il resto della giornata non si torna al volante. La segreteria te lo ricorda quando fissi l'appuntamento.

  • Sì, anzi è consigliato un pasto leggero: affrontare l'anestesia digiuni favorisce i cali di pressione. Se hai scelto il protossido le indicazioni cambiano e ti vengono date durante la visita, insieme al modulo di consenso da leggere con calma a casa.

  • Non di tua iniziativa, mai. Nella grande maggioranza dei casi si procede senza sospendere nulla, sfruttando suture accurate e presidi emostatici locali. Quando la situazione lo richiede si contatta il cardiologo o il medico che ha prescritto la terapia, e si concorda insieme la data.

  • È l'infiammazione della cavità ossea che resta scoperta quando il coagulo si perde nei primi giorni. Si previene non fumando, non risciacquando con forza e rinunciando alle cannucce. Se compare, si medica in ambulatorio e il dolore rientra nel giro di poche giornate.

  • Sì, quando la briglia fra gli incisivi mantiene aperto lo spazio o quella linguale limita i movimenti della lingua. Il momento opportuno si stabilisce insieme all'ortodontista e, per la lingua, spesso anche con il logopedista che segue il bambino.

  • Non necessariamente. Si misura, si stabilisce da quale radice nasce e si osserva se sta crescendo. Alcune si tengono sotto controllo con immagini ripetute nel tempo, altre si asportano perché stanno consumando osso utile. La differenza la fa il confronto fra due radiografie.

  • Di norma fra il settimo e il decimo giorno, alla verifica già fissata in agenda. Alcuni fili si riassorbono da soli e cadono senza che tu te ne accorga: in quel caso la verifica serve comunque a guardare la gengiva.

  • Meglio saltare le prime quarantotto ore: lo sforzo intenso alza la pressione e può riaprire il sanguinamento. Camminare, invece, non ha alcuna controindicazione, e anzi aiuta a passare le prime giornate senza pensare troppo alla guancia gonfia.

  • Sì. Il caldo non è una controindicazione: chiede soltanto più attenzione al ghiaccio, ai liquidi freschi e a evitare il sole diretto nelle ore successive. Chi va al mare rimanda il bagno di qualche giorno, per non esporre la ferita all'acqua.

  • Dipende da quanto osso resta e da come guarisce. In alcune condizioni la vite si inserisce nella stessa seduta della rimozione, in altre si attendono alcuni mesi perché la cavità si riempia. La scelta nasce dalla TAC, non dal calendario.

  • Sì, ed è una delle ragioni per cui il protossido è disponibile in sede. Dirlo in segreteria quando prenoti serve a riservare più tempo, a spiegarti ogni passaggio prima di iniziare e a scegliere un orario tranquillo, tipicamente il sabato mattina.

  • Sì. Su richiesta ti viene consegnato un referto scritto con il gesto eseguito, i materiali usati e le immagini radiografiche in formato digitale. È il documento che serve a chi ti seguirà nei controlli successivi, soprattutto se abiti lontano.

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