Ascesso dentale e gonfiore: la cura parte dalla radice
Curare un ascesso dentale a Pisa: come riconoscerlo, cosa fare nelle prime ore e perché il dente va trattato alla radice, nello studio di Ghezzano.
Curare un ascesso dentale a Pisa: come riconoscerlo, cosa fare nelle prime ore e perché il dente va trattato alla radice, nello studio di Ghezzano.
Curare un ascesso dentale a Pisa: come riconoscerlo, cosa fare nelle prime ore e perché il dente va trattato alla radice, nello studio di Ghezzano.
Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 1 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

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Curare un ascesso dentale vuol dire due cose insieme: far uscire il pus che preme e spegnere la causa che l'ha prodotto, quasi sempre dentro la radice o sotto la gengiva. Il gonfiore cala in pochi giorni, l'infezione no, se il dente non viene aperto e pulito. Serve una visita con una radiografia, in giornata.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano e in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano, mi occupo di endodonzia: le cure che partono dall'interno del dente, dove l'ascesso nasce.
L'ascesso ha un suo biglietto da visita: dolore pulsante che non dipende più dal freddo o dal caldo, gonfiore della guancia o della gengiva, a volte febbre e malessere.
La carie fa male quando bevi, mangi, respiri aria fredda. L'infezione che è già arrivata alla punta della radice fa male da sola, anche di notte, anche se non tocchi niente. Cambia la natura del dolore, non solo l'intensità.
Poco, e con calma: niente calore sulla guancia, testa alta la notte, cibi tiepidi e una telefonata allo studio per avere un posto in giornata.
Il calore richiama sangue e allarga il gonfiore: è l'errore più comune. Il freddo all'esterno, a intermittenza, dà più sollievo. E non insistere a sciacquare con prodotti forti: irritano la gengiva senza raggiungere la radice.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Perché il gonfiore è il sintomo, non la malattia: quando il pus trova una via d'uscita la pressione cala, ma i batteri restano dentro il canale della radice.
È il momento più pericoloso, proprio perché si sta meglio. Il dente torna silenzioso, la settimana riprende, e l'infezione continua a lavorare sull'osso intorno alla punta. Mesi dopo ricompare, più in alto, con una fistola o un gonfiore più largo.
La cura dell'ascesso dentale ha quindi due tempi: prima il drenaggio e il controllo della fase acuta, poi la bonifica della causa. Se la causa è la polpa morta, si pulisce e si sigilla il canale con una devitalizzazione.

In un appuntamento si guarda, si fa una radiografia mirata, si scarica la pressione e si decide il percorso: tutto nella stessa seduta, se le condizioni lo permettono.
La radiografia serve per capire da dove parte: la punta di una radice, una tasca gengivale profonda, un dente del giudizio coperto. Tre origini diverse, tre strade diverse.
Quando l'origine non è la radice ma la gengiva: lì la strada più semplice viene prima, cioè pulire la tasca e togliere il tartaro sotto il bordo.
Un gonfiore che parte dal solco gengivale e non da un dente cariato spesso risponde al trattamento parodontale, senza toccare la polpa. In quel caso il percorso è quello della cura della parodontite, con il controllo della tasca nei mesi successivi.
E c'è il caso opposto, da dire chiaro: un dente con una frattura verticale o con troppo osso perso non si salva. Si toglie e si lascia guarire. Solo dopo si valuta come rimettere il dente, anche con gli impianti dentali. Rimandare l'estrazione, lì, allunga solo il danno.
Sì, perché Via Giosuè Carducci 51 è fuori dalla ZTL di Pisa e ha il parcheggio davanti: con un dente gonfio non devi girare in cerca di un posto.
Siamo a circa 3 km dal centro di Pisa e a poco più di 2 km dall'ospedale di Cisanello. Molti pazienti arrivano a piedi da Porta a Lucca, o si fermano qui dopo una giornata in reparto o all'università.
Da Cascina e da Fornacette si esce dalla FI-PI-LI, da Vecchiano e San Giuliano Terme si scende dall'Aurelia, da Calci si attraversa la pianura in dieci minuti.
Gli orari sono pensati per questo: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Per le urgenze dentali teniamo spazi liberi ogni mattina, così chi chiama con un gonfiore trova un posto nello stesso giorno.
Il primo passo è una visita con una radiografia, per sapere da quale radice parte l'infezione prima di toccare qualunque cosa: chiama il 050 9910086 o scegli un orario per la visita su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa, anche solo per farti guardare.
Il dolore acuto spesso passa in qualche giorno, perché il pus si apre una via. L'infezione però rimane attiva nell'osso e torna a cicli, con intervalli che possono essere di mesi. Ogni ciclo porta via un po' di osso intorno alla radice.
No: i farmaci prescritti dal medico controllano la fase acuta e il dolore, ma non raggiungono l'interno del canale, dove non c'è più circolazione. Servono a portarti alla cura in condizioni migliori. La causa si risolve meccanicamente, pulendo il dente o la tasca gengivale.
Se hai febbre alta, gonfiore che chiude l'occhio o la gola, o fatica a inghiottire e ad aprire la bocca, vai in ospedale: è una situazione da gestire subito. In tutti gli altri casi il dentista risolve anche la causa, non solo il sintomo, e in una seduta sola.
A volte sì, a volte conviene prima drenare e aspettare qualche giorno. Dipende da quanto l'infiammazione è diffusa nei tessuti e da come risponde l'anestesia in un'area infiammata. È una valutazione che si fa con la radiografia davanti.
Può, se un canale è rimasto non pulito, se c'è una frattura della radice o se la causa era parodontale e la tasca non è stata controllata. In quei casi si rivaluta con una nuova immagine. Spesso la strada indicata è un ritrattamento, non una nuova estrazione.
Nella maggior parte dei casi sì: ogni mattina lasciamo spazi liberi per le urgenze. Chiama presto, descrivi gonfiore e febbre, e ti diamo il primo posto utile. Se chiami il sabato, lavoriamo fino alle 13.
Sì, perché il gonfiore non dice da quale dente parte. Più di una volta il dente che fa male non è quello responsabile, e senza immagine si rischia di trattare il vicino sano. La lastra è piccola e mirata.
Sì, e capita più spesso di quanto si pensi: un canale non sigillato bene o una ricontaminazione dall'alto bastano. Il dente non duole al freddo, perché il nervo non c'è più, quindi il primo segnale è il gonfiore. In genere si valuta un ritrattamento del canale.
Come si svolge cura dell'ascesso dentale nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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