Denti sensibili al freddo e al caldo, colpa del colletto
Denti sensibili al freddo e al caldo: perché succede, quando è il colletto scoperto e come li curiamo nello studio di Ghezzano, a Pisa.
Denti sensibili al freddo e al caldo: perché succede, quando è il colletto scoperto e come li curiamo nello studio di Ghezzano, a Pisa.
Denti sensibili al freddo e al caldo: perché succede, quando è il colletto scoperto e come li curiamo nello studio di Ghezzano, a Pisa.
Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 29 settembre 2026 · 7 min di lettura.

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Se i denti sensibili al freddo e al caldo ti fanno rinunciare al gelato o al caffè, quasi sempre la dentina è rimasta scoperta: colletto consumato, gengiva ritirata, smalto assottigliato. La fitta arriva subito, dura pochi secondi e passa. Non è per forza una carie, ma va guardata: la causa cambia la cura.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano: mi occupo di conservativa ed endodonzia, e i denti che fanno male al freddo passano dalla mia poltrona ogni giorno.
Perché smalto e gengiva non coprono più la dentina, e i canalini che la attraversano portano lo stimolo termico fino al nervo.
La dentina non è un muro pieno: è percorsa da migliaia di tubuli microscopici. Finché sono coperti, non senti niente. Quando restano esposti, l'acqua fredda del bicchiere o il vapore di una zuppa muovono il liquido nei tubuli e il nervo legge quel movimento come dolore.
Le situazioni che vedo più spesso sono cinque.
Se il dolore compare col freddo e se ne va in pochi secondi è sensibilità; se resta per minuti, pulsa o si accende da solo, il problema è dentro il dente.
È il discrimine che uso in visita. La sensibilità è un riflesso: stimolo, fitta, silenzio. Un nervo infiammato non aspetta il gelato: batte la sera, peggiora da coricati, non si calma con l'acqua tiepida. In quel caso non si tratta la superficie, si guarda la polpa.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Aiuta, ma solo se la causa è leggera e se lo usi con continuità: chiude i tubuli in superficie, non rimette quello che è stato consumato.
Lo consiglio come prima mossa, senza risciacquare troppo, passandolo con il dito sul colletto la sera. Due o tre settimane dicono già molto. Se il sollievo resta, hai risparmiato una cura. Se sparisce appena smetti, sotto c'è un difetto da chiudere.
Nella maggior parte dei casi non serve toccare il dente: si corregge il modo di lavarsi, si aspetta qualche settimana e la sensibilità scende da sola.
Se dopo un mese la fitta è identica, allora si passa allo studio. Prima no: eviterei di intervenire su un dente che si stava sistemando da solo.

Trovo la causa, poi copro la dentina: prodotti desensibilizzanti sul colletto nei casi leggeri, una ricostruzione del colletto quando lo smalto è andato via davvero.
La ricostruzione è una seduta breve: si pulisce la zona, si applica un materiale che aderisce al dente e si lucida il bordo. Lo scopo è ricoprire la dentina esposta. Quanto si riduce il fastidio lo si valuta ai controlli, caso per caso.
Tutti i percorsi che seguiamo su questo problema sono raccolti nella pagina sulla cura dei denti sensibili.
Ma non sempre la partita si gioca sul dente. Quando la gengiva si è ritirata perché sotto c'è tartaro e osso che si sta perdendo, serve chi cura la parodontite.
Quando un solo dente si consuma perché i contatti masticatori sono sbagliati, si valuta se rimettere in fila i denti prima di ricostruire un colletto che si rovinerebbe di nuovo.
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL di Pisa, con il parcheggio davanti all'ingresso: da Cisanello e da Porta a Lucca sono pochi minuti di auto.
Dall'ospedale di Cisanello sono circa 2 km, dal centro di Pisa e dalle sedi universitarie poco più. Molti pazienti arrivano nella pausa fra due turni, e per loro contano gli orari: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13.
Da San Giuliano Terme, Vecchiano e Calci si arriva senza attraversare la città. Chi viene da Cascina, Vicopisano o Fornacette usa la FI-PI-LI o l'Aurelia e in un quarto d'ora è qui.
È il motivo per cui in Via Carducci vediamo tante sensibilità prese in tempo: senza il pensiero del parcheggio in centro si torna anche per un controllo di dieci minuti.
Sì, può tornare: se la causa resta in piedi — spazzolamento energico, digrignamento, acidi frequenti — la dentina si riscopre.
Per questo alla fine della seduta parliamo di come lavarsi i denti e fissiamo un controllo a distanza.
Un colletto chiuso di solito smette di dare fitte, ma non mette al riparo il dente accanto: se l'abitudine non cambia, il freddo trova un'altra strada.
Se hai un impianto dentale e senti il freddo in quella zona, il fastidio arriva quasi sempre dai denti vicini o dalla gengiva: conviene farlo guardare.
Il primo passo è una visita: guardo i colletti uno per uno, provo il freddo sul dente che ti dà fastidio e ti dico se serve una cura o solo un cambio di spazzolino. Chiama il 050 9910086 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
No. Nella maggior parte dei casi la causa è la dentina esposta al colletto o sulla radice, non una cavità. La carie però va esclusa con la visita e, se serve, con una radiografia, perché anche una carie profonda dà fitte al freddo.
Di solito perché su quel dente c'è un fattore in più: un colletto più consumato, una gengiva più ritirata, un contatto masticatorio che carica proprio lui. Quando la sensibilità è concentrata su un dente solo la guardo con più attenzione, perché può nascondere una crepa.
L'acqua di rete d'inverno arriva fredda e basta per accendere un colletto scoperto. Non è grave in sé, ma è un segnale che la dentina è già esposta. Se ti costringe a bere solo tiepido, conviene una valutazione.
In genere una sola seduta breve per dente, senza anestesia nei casi semplici. Se i colletti da trattare sono diversi si organizzano in una o due sedute, in base a quanto sono estesi.
Quasi sempre entro pochi giorni, al massimo una settimana. Se dopo dieci giorni è identica, o se è comparsa solo su un dente, vale la pena farla vedere: spesso sotto il tartaro si scopre un colletto già consumato.
Se la fitta dura secondi e passa, non è un'emergenza. Il rischio dell'attesa è che il colletto si consumi ancora e che una ricostruzione semplice diventi un lavoro più grande. Con dolore spontaneo o notturno, invece, non aspetterei.
Sì: apriamo alle 9 dal lunedì al giovedì e chiudiamo alle 19:30, il venerdì siamo attivi dalle 8:30 e il sabato mattina dalle 9 alle 13. Il parcheggio davanti allo studio a Ghezzano e la posizione fuori dalla ZTL rendono facile entrare e uscire in mezz'ora.
Come si svolge cura dei denti sensibili nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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