Ciuccio e denti storti: il posto che resta vuoto
Denti storti e ciuccio nei bambini: cosa pesa davvero, a che età far guardare la bocca e come valutiamo i piccoli pazienti a Ghezzano, Pisa.
Denti storti e ciuccio nei bambini: cosa pesa davvero, a che età far guardare la bocca e come valutiamo i piccoli pazienti a Ghezzano, Pisa.
Denti storti e ciuccio nei bambini: cosa pesa davvero, a che età far guardare la bocca e come valutiamo i piccoli pazienti a Ghezzano, Pisa.
Dott.ssa Anna Samaritani, ortodontista dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 5 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

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Il ciuccio spinge, ma da solo non spiega i denti storti dei bambini: pesano le ore al giorno, gli anni di abitudine e quello che lingua e labbra fanno quando il ciuccio non c'è. Chi lo lascia entro i tre anni spesso recupera senza apparecchi; più tardi conviene far misurare lo spazio.
Sono la Dott.ssa Anna Samaritani e in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano, mi occupo di ortodonzia e dei denti dei bambini.
Spinge, sì, ma la posizione dei dentini è il risultato di un equilibrio: ciuccio, lingua, labbra e spazio nelle arcate tirano tutti nello stesso punto.
Un ciuccio tenuto in bocca lavora come una leva leggera e costante. Gli incisivi di sopra vanno avanti, la lingua perde l'appoggio sul palato, le guance premono dai lati. Il palato tende a restare stretto.
Non è la gomma. È il tempo.
Quattro cose pesano più delle altre:
Il posto lo deve prendere la lingua, appoggiata in alto, con le labbra chiuse e il naso che respira: è questo che restituisce larghezza al palato.
Molte famiglie arrivano in studio dopo un distacco riuscito e si stupiscono che i denti non si siano raddrizzati. Il motivo in genere è semplice: l'abitudine è finita, la postura no.
Se il bambino dorme con la bocca aperta, o ha il naso chiuso per mesi, la lingua resta in basso. Il palato riceve meno stimolo a crescere in larghezza e lo spazio per i denti nuovi non aumenta.
Per questo alla prima valutazione chiedo come dorme, non solo quanto succhiava.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Fra i due e i tre anni per lasciare il ciuccio, intorno ai sei per misurare lo spazio: due momenti diversi, due domande diverse.
Il distacco funziona meglio se è graduale e senza gare in famiglia: prima via il ciuccio del giorno, poi quello del sonno. Nessuna punizione, nessun premio troppo grosso.
A sei anni arrivano i primi molari permanenti e gli incisivi nuovi. Da quel momento lo spazio nelle arcate diventa una misura, non un'impressione. È lì che si decide se aspettare o agire.
Prima dei quattro anni, nella gran parte dei casi, si osserva e si controlla la crescita.

Guarda come chiude la bocca e come respira di notte, più che il singolo dente storto.
Bastano una finestra e due minuti. Chiedi al bambino di stringere i denti come quando mastica, poi di stare con le labbra chiuse.
Un segno solo non fa una diagnosi. Due o tre insieme meritano un controllo.
Nella maggior parte dei bambini che lasciano il ciuccio entro i tre anni la scelta giusta è non fare nulla e seguire la crescita.
L'alternativa più semplice viene prima: due visite all'anno, lo spazio misurato, il ricambio dei denti seguito nel tempo. Nei denti da latte pesa molto più la carie della posizione.
Per questo parliamo spesso di fluoro e igiene a casa e, quando arrivano i primi molari permanenti, delle sigillature dei solchi.
Non serve intervenire se l'abitudine è finita da pochi mesi e il bambino chiude bene su entrambi i lati. Un percorso di ortodonzia si valuta quando lo spazio manca davvero o un lato chiude storto.
Perché si arriva senza entrare nella ZTL di Pisa e si parcheggia davanti alla porta: con un bambino in braccio è metà del lavoro.
Lo studio di Via Carducci è a Ghezzano, comune di San Giuliano Terme: circa quattro chilometri dal centro di Pisa, pochi minuti da Porta a Lucca e dall'ospedale di Cisanello. Dalla FI-PI-LI e dall'Aurelia si entra senza attraversare il centro.
Seguo bambini di Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Fornacette, e figli di famiglie che lavorano all'università o a Cisanello.
Gli orari aiutano: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Il sabato mattina è il turno più richiesto da chi ha i figli a scuola.
Il primo passo è una visita: guardo come chiude, misuro lo spazio e ti dico con franchezza se c'è qualcosa da fare adesso o se basta rivedersi fra sei mesi. Per una valutazione di odontoiatria pediatrica chiama il 050 9910086 o scegli l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
Sei ancora nella finestra comoda, quindi non c'è da allarmarsi. La notte però è il periodo più lungo e continuo, perciò vale la pena ridurlo gradualmente nei mesi successivi. Un controllo serve soprattutto se vedi già gli incisivi che sporgono.
In genere sì, perché l'abitudine del dito tende a durare più anni e la spinta si concentra su pochi denti. Il ciuccio, in compenso, si può togliere fisicamente; il dito no. Per questo con il dito la valutazione si anticipa.
Non automaticamente: un dente da latte storto può essere seguito da un permanente diritto. Quello che si trasmette non è la posizione del singolo dentino, è la forma delle arcate e il modo di chiudere. Per questo misuriamo lo spazio, non l'estetica.
In molti bambini piccoli il quadro migliora nei mesi dopo il distacco, soprattutto se la lingua ritrova il suo appoggio in alto e le labbra si chiudono. Nei più grandi può restare qualcosa. Si capisce rivedendo la bocca a distanza di qualche mese.
Il momento più utile è intorno ai sei anni, quando arrivano i primi molari permanenti e gli incisivi nuovi. Se però un lato chiude storto o l'abitudine non si interrompe, la prima occhiata si anticipa. Una visita in più non fa danno.
Si può, in casi selezionati: palato molto stretto, un lato che chiude al contrario, difficoltà a chiudere le labbra. Non è la regola. Sotto i sei anni, per la maggioranza dei bambini, la cosa più utile resta lasciare l'abitudine e tenere i dentini sani.
Non necessariamente: le due valutazioni possono andare in parallelo e spesso si aiutano. Mi è utile sapere come stanno le vie aeree prima di ragionare sul palato. Portaci quello che hai, anche solo a voce.
No. Alla prima visita guardo come chiude, conto i denti e parlo con lui: pochi minuti, da seduti, senza strumenti fastidiosi. Se serve una radiografia la decidiamo insieme a te, e raramente al primo incontro.
Come si svolge odontoiatria pediatrica nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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