Vai al contenuto
ChiamaPrenota una visita
Blog · Persone e famiglia

Ciuccio e denti storti: il posto che resta vuoto

Denti storti e ciuccio nei bambini: cosa pesa davvero, a che età far guardare la bocca e come valutiamo i piccoli pazienti a Ghezzano, Pisa.

La guida del paziente

In breve

Denti storti e ciuccio nei bambini: cosa pesa davvero, a che età far guardare la bocca e come valutiamo i piccoli pazienti a Ghezzano, Pisa.

Dott.ssa Anna Samaritani, ortodontista dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 5 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

Odontoiatria pediatrica a Pisa: render clinico della pagina del trattamento

Hai una domanda sul tuo caso?

Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Inviando accetti l’informativa privacy e di essere ricontattato per questa richiesta. Parlarci non ti impegna.

050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758

Le risposte, una per una

  • Il ciuccio spinge, ma da solo non spiega i denti storti dei bambini: pesano le ore al giorno, gli anni di abitudine e quello che lingua e labbra fanno quando il ciuccio non c'è. Chi lo lascia entro i tre anni spesso recupera senza apparecchi; più tardi conviene far misurare lo spazio.

    Sono la Dott.ssa Anna Samaritani e in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano, mi occupo di ortodonzia e dei denti dei bambini.

  • Il ciuccio è davvero la causa dei denti storti?

    Spinge, sì, ma la posizione dei dentini è il risultato di un equilibrio: ciuccio, lingua, labbra e spazio nelle arcate tirano tutti nello stesso punto.

    Un ciuccio tenuto in bocca lavora come una leva leggera e costante. Gli incisivi di sopra vanno avanti, la lingua perde l'appoggio sul palato, le guance premono dai lati. Il palato tende a restare stretto.

    Non è la gomma. È il tempo.

    Quattro cose pesano più delle altre:

    • La durata. Due ore sparse nel pomeriggio non valgono dieci ore filate, notte compresa.
    • Gli anni. Entro i due l'osso torna indietro con facilità; verso i cinque la forma tende a restare.
    • La forza. C'è il bambino che lo tiene appoggiato e quello che succhia con energia: il secondo muove più osso.
    • Il resto della giornata. Bocca aperta, naso chiuso e lingua bassa contano più del ciuccio stesso.
  • Cosa prende il posto del ciuccio quando lo togli?

    Il posto lo deve prendere la lingua, appoggiata in alto, con le labbra chiuse e il naso che respira: è questo che restituisce larghezza al palato.

    Molte famiglie arrivano in studio dopo un distacco riuscito e si stupiscono che i denti non si siano raddrizzati. Il motivo in genere è semplice: l'abitudine è finita, la postura no.

    Se il bambino dorme con la bocca aperta, o ha il naso chiuso per mesi, la lingua resta in basso. Il palato riceve meno stimolo a crescere in larghezza e lo spazio per i denti nuovi non aumenta.

    Per questo alla prima valutazione chiedo come dorme, non solo quanto succhiava.

Odontoiatria pediatrica a Pisa: vuoi un parere sul tuo caso?

Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.

Inviando accetti l’informativa privacy e di essere ricontattato per questa richiesta. Parlarci non ti impegna.

050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758

Per approfondire

  • A che età conviene far guardare la bocca?

    Fra i due e i tre anni per lasciare il ciuccio, intorno ai sei per misurare lo spazio: due momenti diversi, due domande diverse.

    Il distacco funziona meglio se è graduale e senza gare in famiglia: prima via il ciuccio del giorno, poi quello del sonno. Nessuna punizione, nessun premio troppo grosso.

    A sei anni arrivano i primi molari permanenti e gli incisivi nuovi. Da quel momento lo spazio nelle arcate diventa una misura, non un'impressione. È lì che si decide se aspettare o agire.

    Prima dei quattro anni, nella gran parte dei casi, si osserva e si controlla la crescita.

    Una sala operativa dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa, con riunito e monitor
  • Quali segni posso notare a casa senza strumenti?

    Guarda come chiude la bocca e come respira di notte, più che il singolo dente storto.

    Bastano una finestra e due minuti. Chiedi al bambino di stringere i denti come quando mastica, poi di stare con le labbra chiuse.

    • Gli incisivi in fuori. Sporgono e il labbro di sotto si infila sotto di loro.
    • I denti di sopra che chiudono dentro quelli di sotto. Spesso da un lato solo: indizio di palato stretto.
    • Le labbra sempre secche. Dorme a bocca aperta, russa, si sveglia con la bocca asciutta.
    • La pronuncia. La «s» e la «z» escono con la lingua fra i denti.
    • I dentini da latte senza spazi. Fra i quattro e i sei anni qualche fessura è normale: se non c'è, i permanenti troveranno meno posto.

    Un segno solo non fa una diagnosi. Due o tre insieme meritano un controllo.

  • Quando non serve nessun apparecchio?

    Nella maggior parte dei bambini che lasciano il ciuccio entro i tre anni la scelta giusta è non fare nulla e seguire la crescita.

    L'alternativa più semplice viene prima: due visite all'anno, lo spazio misurato, il ricambio dei denti seguito nel tempo. Nei denti da latte pesa molto più la carie della posizione.

    Per questo parliamo spesso di fluoro e igiene a casa e, quando arrivano i primi molari permanenti, delle sigillature dei solchi.

    Non serve intervenire se l'abitudine è finita da pochi mesi e il bambino chiude bene su entrambi i lati. Un percorso di ortodonzia si valuta quando lo spazio manca davvero o un lato chiude storto.

  • Perché venire a Ghezzano se abitiamo fuori Pisa?

    Perché si arriva senza entrare nella ZTL di Pisa e si parcheggia davanti alla porta: con un bambino in braccio è metà del lavoro.

    Lo studio di Via Carducci è a Ghezzano, comune di San Giuliano Terme: circa quattro chilometri dal centro di Pisa, pochi minuti da Porta a Lucca e dall'ospedale di Cisanello. Dalla FI-PI-LI e dall'Aurelia si entra senza attraversare il centro.

    Seguo bambini di Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Fornacette, e figli di famiglie che lavorano all'università o a Cisanello.

    Gli orari aiutano: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Il sabato mattina è il turno più richiesto da chi ha i figli a scuola.

    Il primo passo è una visita: guardo come chiude, misuro lo spazio e ti dico con franchezza se c'è qualcosa da fare adesso o se basta rivedersi fra sei mesi. Per una valutazione di odontoiatria pediatrica chiama il 050 9910086 o scegli l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.

Domande frequenti: Ciuccio e denti storti: il posto che resta vuoto

  • Sei ancora nella finestra comoda, quindi non c'è da allarmarsi. La notte però è il periodo più lungo e continuo, perciò vale la pena ridurlo gradualmente nei mesi successivi. Un controllo serve soprattutto se vedi già gli incisivi che sporgono.

  • In genere sì, perché l'abitudine del dito tende a durare più anni e la spinta si concentra su pochi denti. Il ciuccio, in compenso, si può togliere fisicamente; il dito no. Per questo con il dito la valutazione si anticipa.

  • Non automaticamente: un dente da latte storto può essere seguito da un permanente diritto. Quello che si trasmette non è la posizione del singolo dentino, è la forma delle arcate e il modo di chiudere. Per questo misuriamo lo spazio, non l'estetica.

  • In molti bambini piccoli il quadro migliora nei mesi dopo il distacco, soprattutto se la lingua ritrova il suo appoggio in alto e le labbra si chiudono. Nei più grandi può restare qualcosa. Si capisce rivedendo la bocca a distanza di qualche mese.

  • Il momento più utile è intorno ai sei anni, quando arrivano i primi molari permanenti e gli incisivi nuovi. Se però un lato chiude storto o l'abitudine non si interrompe, la prima occhiata si anticipa. Una visita in più non fa danno.

  • Si può, in casi selezionati: palato molto stretto, un lato che chiude al contrario, difficoltà a chiudere le labbra. Non è la regola. Sotto i sei anni, per la maggioranza dei bambini, la cosa più utile resta lasciare l'abitudine e tenere i dentini sani.

  • Non necessariamente: le due valutazioni possono andare in parallelo e spesso si aiutano. Mi è utile sapere come stanno le vie aeree prima di ragionare sul palato. Portaci quello che hai, anche solo a voce.

  • No. Alla prima visita guardo come chiude, conto i denti e parlo con lui: pochi minuti, da seduti, senza strumenti fastidiosi. Se serve una radiografia la decidiamo insieme a te, e raramente al primo incontro.

Render clinico del dentista per bambini: la poltroncina, lo spazzolino e il dentino sul cuscino

Il primo passo è una visita

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.

Inviando accetti l’informativa privacy e di essere ricontattato per questa richiesta. Parlarci non ti impegna.

050 9910086Rispondiamo negli orari di aperturaWhatsApp 351 8207758