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Blog · Impianti e denti fissi

Quanti denti fissi regge un osso già consumato?

Denti fissi senza osso: cosa si misura prima, quando l'osso che resta basta e quando no. Lo spiego nel mio studio di Ghezzano, Pisa.

La guida del paziente

In breve

Denti fissi senza osso: cosa si misura prima, quando l'osso che resta basta e quando no. Lo spiego nel mio studio di Ghezzano, Pisa.

Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 5 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

Dentiera fissa a Pisa: render clinico della pagina del trattamento

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Le risposte, una per una

  • «Denti fissi senza osso» è una ricerca che parte da una paura: che la risposta sia no. Quasi sempre non lo è. L'osso che resta si misura con una TAC, poi si decide se usarlo com'è, se aumentarlo o se spostare il punto dove appoggiare gli impianti. Prima si misura, poi si sceglie.

    Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giosuè Carducci 51, a Ghezzano, mi occupo di implantologia e di denti fissi.

  • Perché l'osso si consuma quando mancano i denti?

    L'osso delle arcate esiste per sostenere le radici: quando le radici non ci sono più, comincia a riassorbirsi.

    Il riassorbimento è più rapido nei primi mesi dopo un'estrazione, poi continua piano, anno dopo anno. Una dentiera appoggiata sulla gengiva non lo ferma. La pressione sulla cresta, anzi, la assottiglia: chi porta una protesi mobile da dieci anni spesso ha una cresta bassa e stretta.

    Sopra e sotto il problema è diverso. Nell'arcata superiore il seno mascellare tende a scendere verso lo spazio rimasto libero. Sotto, il nervo mandibolare resta dov'è e l'altezza utile si riduce dall'alto. Due limiti distinti, da leggere separatamente.

  • Come si capisce quanto osso è rimasto?

    Con una TAC Cone Beam: l'osso si conta in millimetri, non a occhio.

    Una panoramica dice che un dente manca, non dice quanto è spessa la cresta in quel punto. Sulla TAC guardo quattro cose.

    • Altezza. Quanti millimetri ci sono fra la cresta e il seno mascellare sopra, o il nervo sotto.
    • Spessore. Un impianto ha bisogno di osso attorno, non solo sotto: la larghezza conta quanto l'altezza.
    • Densità. Osso compatto o spugnoso cambia la stabilità iniziale e quindi i tempi.
    • Dove passano nervo e seno. Si vedono, e si lavora a distanza di sicurezza.

    Da queste misure dipende tutto il resto: se gli impianti dentali trovano appoggio dove manca il dente, se conviene cercarlo poco più avanti, o se serve aggiungere osso.

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Per approfondire

  • Quanti impianti servono quando l'osso è poco?

    Meno di quanti immagini: i denti fissi non si contano uno per uno.

    Un'arcata completa non ha bisogno di dodici impianti. Si cerca l'osso dov'è rimasto — spesso nella parte anteriore, davanti al seno e davanti al nervo — e si inclinano i pilastri per sfruttare quella porzione. Quattro o sei impianti ben distribuiti possono reggere una dentiera fissa avvitata.

    È il ragionamento dietro l'All-on-4: usare l'osso buono invece di ricostruire quello che non c'è più. Non è una strada per tutti. Dipende da quanto osso resta nella zona anteriore, da come mordi e dallo stato delle gengive.

    La porta dell'amministrazione dello studio dentistico di Ghezzano, Pisa
  • Quando non serve ricostruire l'osso?

    Spesso: la soluzione più semplice si guarda sempre per prima, e a volte è una protesi non fissa.

    Se un paziente ha problemi di salute generale che rendono poco opportuna una chirurgia estesa, una protesi mobile ben costruita resta una scelta seria, non un ripiego. Si valuta anche quando la priorità è tornare a mangiare in tempi brevi.

    Poi c'è l'osso. Il criterio che uso è questo.

    • Prima l'osso che c'è. Se l'altezza anteriore è sufficiente, un innesto posteriore non cambia il progetto: non lo faccio.
    • Poi l'aumento, se cambia il progetto. Il rialzo del seno mascellare ha senso quando permette impianti in posizioni che altrimenti sono escluse.
    • Mai l'innesto per abitudine. Aggiunge un intervento, tempi e guarigione: deve servire a qualcosa di preciso.
  • Quanto si aspetta prima dei denti definitivi?

    Senza innesti si lavora in giorni; con un aumento di osso si ragiona in mesi.

    Quando la stabilità iniziale degli impianti è buona, il carico immediato permette di uscire con una protesi provvisoria fissa in tempi molto brevi, e di arrivare alla definitiva dopo la guarigione. Quando invece si aggiunge osso, l'attesa fra chirurgia e protesi definitiva si allunga.

    Quanto, lo dico dopo aver visto la TAC. Non prima.

  • Chi arriva da Pisa, da Cisanello o dai comuni intorno?

    Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL di Pisa, con il parcheggio davanti alla porta.

    Dall'ospedale di Cisanello sono poco più di 2 km, da Porta a Lucca pochi minuti di auto, dal centro di Pisa una quindicina.

    Molti pazienti passano qui prima o dopo un turno all'ospedale o una lezione all'università. Altri arrivano da San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci, Vicopisano, e da Cascina o Fornacette con la FI-PI-LI o l'Aurelia.

    Per un percorso a impianti serve una sede raggiungibile più volte: controlli, prove della protesi, poi igiene degli impianti due volte l'anno. Siamo aperti lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13.

    Il primo passo è una visita con una misura vera dell'osso, non una previsione al telefono: chiama 050 9910086 o fissa la valutazione su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa e portiamo la decisione sui millimetri, non sulle impressioni.

Domande frequenti: Quanti denti fissi regge un osso già consumato?

  • Dipende dall'arcata e dalla zona. Sotto, davanti al nervo, resta spesso osso utilizzabile anche dopo anni di dentiera; sopra, il seno mascellare può limitare molto la parte posteriore. Per questo la TAC guarda l'arcata a settori, non come un blocco unico.

  • Non esiste un numero valido per tutti, perché contano altezza, spessore e qualità insieme. Una cresta alta ma sottile può essere meno utilizzabile di una più bassa e larga. La valutazione mette insieme le tre misure e la posizione delle strutture da evitare.

  • No. Molti progetti si realizzano inclinando gli impianti nella zona dove l'osso è rimasto, senza aggiungerne. L'innesto si propone quando apre posizioni altrimenti impossibili, non come passaggio automatico.

  • Una protesi mobile appoggiata sulla gengiva trasmette carico alla cresta e nel tempo favorisce il riassorbimento, soprattutto se non viene ribasata quando diventa instabile. Non è una colpa del paziente. È uno dei motivi per cui una protesi che balla va fatta controllare.

  • La panoramica mostra i denti presenti e assenti su un piano. Per capire se un impianto ci sta serve il volume, quindi lo spessore e la distanza dal nervo e dal seno: quello lo dà solo la TAC tridimensionale.

  • Il fumo peggiora la guarigione dei tessuti e aumenta il rischio di complicanze intorno agli impianti, in modo più marcato quando si aggiunge osso. Non è sempre un'esclusione, ma incide sulla scelta del progetto e sui controlli successivi. Ne parliamo in visita con i numeri delle sigarette, non in generale.

  • La durata dipende dall'igiene domiciliare, dai controlli professionali e da come si distribuisce il carico quando si morde. Gli impianti non si cariano, ma i tessuti attorno si possono infiammare. Il percorso prevede richiami regolari per questo.

  • Dopo la visita e la TAC, un percorso implantare prevede l'intervento, uno o due controlli nelle settimane successive e le prove della protesi. Raggruppiamo gli appuntamenti quando la distanza lo richiede, e il sabato mattina siamo aperti dalle 9 alle 13.

Render clinico della dentiera fissa avvitata sugli impianti, sollevata per mostrare le viti

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