Pulizia profonda dei denti: due sedute e un richiamo
Pulizia denti profonda a Ghezzano, Pisa: come riconosco il tartaro sotto la gengiva, come si svolge la seduta e ogni quanto serve il richiamo.
Pulizia denti profonda a Ghezzano, Pisa: come riconosco il tartaro sotto la gengiva, come si svolge la seduta e ogni quanto serve il richiamo.
Pulizia denti profonda a Ghezzano, Pisa: come riconosco il tartaro sotto la gengiva, come si svolge la seduta e ogni quanto serve il richiamo.
Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 6 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

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La pulizia denti profonda è la rimozione del tartaro che si è depositato sotto il bordo della gengiva, dentro il solco, dove lo spazzolino non arriva. Si lavora con strumenti dedicati, spesso in più sedute divise per settori. Serve quando la gengiva sanguina e il solco si è approfondito: la valutazione resta dell'odontoiatra dello studio.
Sono Antonio Rizzica, igienista dentale dello studio di Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano: le sedute di igiene sotto il bordo gengivale le eseguo su indicazione dell'odontoiatra dello studio.
La prima lavora sopra la gengiva, la seconda scende nel solco fra radice e gengiva, dove il deposito è più duro e molto più aderente.
Sopra il bordo il tartaro si vede a occhio. Sotto il bordo no. Si rileva, punto per punto.
Tutto il percorso di base è spiegato nella pagina su igiene dentale e detartrasi.
Il primo segnale non è il dolore, è il sangue: una gengiva che sanguina con filo o scovolino sta dicendo che sotto c'è qualcosa che lo spazzolino non ha toccato.
Gli indizi che annoto in poltrona sono quasi sempre questi quattro.
Nessuno di questi quattro segni fa male. È il motivo per cui il tartaro sotto la gengiva passa inosservato per mesi, mentre il solco si approfondisce in silenzio.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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In genere due appuntamenti da 45-60 minuti a pochi giorni di distanza, uno per lato; quando i punti profondi sono diffusi, l'odontoiatra può indicare quattro sedute, una per quadrante.
Prima rilevo placca, tartaro e punti che sanguinano e li segno sulla scheda. Poi pulisco settore per settore, alternando ultrasuoni e strumenti manuali sottili.
Alla fine ti faccio vedere con lo specchietto dove il deposito si riformerà per primo. Lì lo scovolino deve entrare.
Fra una seduta e l'altra qualcosa cambia già: la gengiva reagisce in pochi giorni e il secondo lato si lavora su un tessuto meno gonfio del primo. Le sedute più lunghe trovano posto nel mattino, dal lunedì al giovedì fra le 9 e le 13, o il venerdì dalle 8:30 alle 13:30.
Quando il solco è nella norma e il sanguinamento dipende solo da una tecnica domiciliare incompleta: lì la strada più semplice viene prima, cioè una seduta di igiene sopra il bordo e due settimane di spazzolino e scovolino rivisti con calma.
Scendere sotto la gengiva non è una tappa obbligatoria per tutti. Se il tessuto è sano, lavorare dentro il solco non aggiunge niente e lascia qualche giorno di sensibilità inutile.
Il contrario vale quando le tasche sono profonde e l'osso è coinvolto. Lì l'igiene non basta: serve il percorso del parodontologo dello studio, che valuta e decide la terapia.
C'è poi il caso dei denti molto affollati, dove la placca resta intrappolata per la forma dell'arcata. Capita spesso. In quei casi è l'odontoiatra a spiegare se conviene prima un percorso di ortodonzia.

Si lavora su una gengiva infiammata, quindi un po' di fastidio è normale; l'eventuale anestesia la valuta e la esegue l'odontoiatra dello studio.
Nei tre o quattro giorni successivi il collo del dente può reagire al freddo. È una reazione attesa, non il segno che qualcosa è andato storto.
La gengiva, sgonfiandosi, si ritira di un soffio: lo spazio che senti col filo c'era già, era solo coperto dal gonfiore.
Dopo una seduta profonda la prima regola è spazzolare quella zona, non evitarla. Chi la salta per paura del sangue torna al punto di partenza in dieci giorni.
Perché Via Carducci 51 è fuori dalla ZTL di Pisa, ha il parcheggio davanti all'ingresso e dall'ospedale di Cisanello si arriva in meno di dieci minuti di auto.
Molti pazienti che seguo lavorano o studiano fra Cisanello e l'università, e da Porta a Lucca qui ci sono poco più di tre chilometri. La seduta si incastra fra due turni, senza girare per il centro.
Dai comuni intorno la logica è la stessa: San Giuliano Terme, Vecchiano e Calci sono vicinissimi, da Cascina, Fornacette e Vicopisano si arriva con la FI-PI-LI o con l'Aurelia. Il sabato lo studio è aperto dalle 9 alle 13, e in quella fascia arriva soprattutto chi viene da fuori Pisa.
Il primo passo è una visita dall'odontoiatra dello studio, che controlla le gengive e stabilisce se serve scendere sotto il bordo o se basta una seduta di igiene e un richiamo più ravvicinato: chiama il 050 9910086 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
Nella maggior parte dei casi due, una per lato, a pochi giorni di distanza. Quando i punti profondi sono distribuiti su tutta la bocca, l'odontoiatra può indicare quattro appuntamenti, uno per quadrante. Il numero si decide dopo la visita, non prima.
No: quello che si fa sotto la gengiva dipende dalla profondità del solco, e quella la misura l'odontoiatra. Si parte dalla visita, poi è lui a indicare il percorso di igiene adatto. Partire al contrario significa lavorare a caso.
Di solito si riduce molto entro una o due settimane, perché il tessuto ha bisogno di tempo per sgonfiarsi. Nei primi giorni può ancora comparire un po' di sangue durante lo spazzolamento. Se dopo quindici giorni è identico, lo segnalo all'odontoiatra dello studio.
Dipende da quanto velocemente il tartaro si riforma nella tua bocca. Chi ha avuto tasche profonde di solito rientra ogni tre o quattro mesi, chi ha gengive stabili una o due volte l'anno. La cadenza si fissa alla fine del ciclo, sulla base di quello che rilevo.
Spesso sì, ma la richiesta e la lettura sono dell'odontoiatra: le lastre servono a lui per capire se l'osso è coinvolto. Io lavoro sulla base delle sue indicazioni. Senza quel quadro non si distingue una gengivite da una situazione più avanzata.
Gli strumenti che uso sotto il bordo sono pensati per il tartaro, non per il tessuto sano, e si lavora con pressioni leggere e punte dedicate. La sensibilità dei giorni dopo viene dalla gengiva che si sgonfia, non da un danno allo smalto. Si attenua con un dentifricio adatto.
Sì, e in quei casi la frequenza dei richiami di solito si accorcia, perché attacchi e fili trattengono placca. Rivediamo scovolini e sequenza domiciliare, che con l'apparecchio cambia. Le valutazioni sul trattamento ortodontico restano dell'odontoiatra.
Da San Giuliano Terme sono pochi minuti, da Cascina e Fornacette si arriva con l'Aurelia o la FI-PI-LI in circa un quarto d'ora. Davanti a Via Giosuè Carducci 51 c'è il parcheggio e siamo fuori dalla ZTL di Pisa. È il motivo per cui molti scelgono gli orari del mattino.
Come si svolge igiene dentale e detartrasi nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

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