Tasche gengivali rimarginate senza recuperare l'osso
Le tasche gengivali possono guarire in parte: cosa si richiude dopo la terapia e come misuro la tenuta nel mio studio a Ghezzano, Pisa.
Le tasche gengivali possono guarire in parte: cosa si richiude dopo la terapia e come misuro la tenuta nel mio studio a Ghezzano, Pisa.
Le tasche gengivali possono guarire in parte: cosa si richiude dopo la terapia e come misuro la tenuta nel mio studio a Ghezzano, Pisa.
Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 6 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

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Le tasche gengivali possono guarire in parte: l'infiammazione si spegne, la gengiva si riaccosta alla radice e la sonda scende di qualche millimetro in meno. L'osso già riassorbito, però, non torna indietro da solo. Quanto possono guarire le tasche si legge con la sonda millimetrata, non dalla sensazione di gengive più sode.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi dedico alla parodontologia: la cura delle gengive e dell'osso che tiene in piedi i denti.
Le tasche gengivali sono gli spazi che si aprono fra gengiva e radice quando l'attacco si stacca: non nascono di colpo, sono solchi che si approfondiscono mese dopo mese.
In una bocca sana quel solco misura uno o due millimetri. Quando la placca resta sotto il bordo e si mineralizza, i tessuti si infiammano e cedono. La sonda allora scende a quattro, cinque, sei millimetri. Lì lo spazzolino non arriva più.
Le tasche gengivali non fanno male quasi mai: per questo arrivano alla visita quando sono già profonde.
Sulle tasche gengivali medie la sonda in genere risale di uno o due millimetri: in parte perché l'infiammazione si spegne, in parte perché l'attacco si riorganizza sulla radice ripulita.
La rimisurazione non si fa il giorno dopo. Rivedo i sei punti di ogni dente a due o tre mesi dalla cura della parodontite, quando i tessuti hanno finito di rimodellarsi.
Chi chiede se le tasche gengivali possono guarire di solito vuole sapere una cosa precisa: se potrà tenere i suoi denti.
Il segno che guardo più della profondità è un altro: il sanguinamento alla sonda. Una tasca di quattro millimetri che non sanguina è una tasca che tiene. Una da tre che sanguina sempre, no.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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Perché sono tessuti diversi: le gengive possono ripararsi in pochi giorni, l'osso alveolare riassorbito resta dov'è salvo interventi rigenerativi mirati e selettivi.
Questo spiega la frase che sento più spesso in studio: «le gengive sono guarite, ma il dente sembra più lungo». È il colletto che si scopre, perché il gonfiore non lo copre più.
La gengiva può guarire in superficie e lasciare comunque un solco residuo da sorvegliare.
Non è un peggioramento. È la misura reale di quanto supporto era già andato perduto prima della cura. Le tasche gengivali possono guarire dall'infiammazione senza restituire l'altezza che l'osso aveva dieci anni fa.

La strada meno invasiva viene prima: in molti casi la levigatura radicolare e il controllo quotidiano a casa bastano, e la chirurgia si valuta solo sui punti che restano profondi e sanguinano.
Non la propongo quando i presupposti mancano:
Le gengive curate vanno riviste ogni tre o quattro mesi per i primi due anni: le tasche gengivali possono guarire e poi riaprirsi, e il fattore decisivo diventa la comodità dell'appuntamento.
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, con il parcheggio davanti e fuori dalla ZTL di Pisa: si arriva in auto e si lascia la macchina sotto l'ingresso. Dal centro di Pisa, da Porta a Lucca e dall'ospedale di Cisanello sono pochi minuti, meno di cinque chilometri.
Molti pazienti passano da qui prima o dopo un turno a Cisanello o una lezione all'università. Altri arrivano da San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Fornacette, con la FI-PI-LI o l'Aurelia.
Gli orari aiutano a non perdere la giornata: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Il sabato mattina è la fascia che chi lavora a Pisa sceglie più spesso per i richiami.
Dipende da quanto osso è rimasto e da quanto il dente si muove: una tasca profonda su un dente stabile si cura e si tiene, un dente che oscilla con poco supporto va valutato a parte.
Le gengive possono guarire intorno a un dente che resta mobile: sono due cose diverse, e vanno dette separate.
Quando un elemento non è più recuperabile, parlarne presto conviene: l'osso si conserva meglio se il piano si decide prima, e questo cambia le opzioni successive, impianti dentali compresi.
C'è poi un dettaglio che molti non si aspettano. I denti che hanno perso supporto migrano: si inclinano, si aprono spazi fra gli incisivi. A infiammazione spenta, l'ortodonzia serve a rimettere i carichi dove l'osso li regge ancora.
Il primo passo è una visita con sondaggio parodontale completo: misuro ogni dente, ti mostro i millimetri e ti dico quali tasche possono guarire e quali invece si mantengono così. Chiama lo 050 9910086 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
Molte tasche da quattro o cinque millimetri rispondono bene alla sola terapia non chirurgica, se la pulizia a casa è costante. Quelle più profonde spesso si riducono senza chiudersi del tutto. La decisione si prende alla rimisurazione, due o tre mesi dopo.
I tessuti superficiali si calmano in una o due settimane, mentre la riorganizzazione dell'attacco richiede qualche settimana in più. Per questo il controllo con la sonda si fa a distanza. Misurare troppo presto darebbe un dato falsato.
Perché il gonfiore che la teneva alta è scomparso. La gengiva si è riposizionata sul livello di osso realmente presente. È il motivo per cui qualche colletto appare più esposto a guarigione avvenuta.
È una situazione molto più stabile, ma resta un punto da sorvegliare. Una tasca residua va rimisurata a ogni richiamo, perché può riattivarsi. La sorveglianza nel tempo è parte della cura, non un extra.
Non sempre, e non con la stessa chiarezza della perdita di osso. La radiografia mostra il livello osseo, la sonda misura la profondità reale. Servono entrambe per capire la situazione.
In alcuni casi sì, con soluzioni che distribuiscono il carico, dopo aver spento l'infiammazione. In altri la mobilità è il segnale che il supporto è troppo ridotto. La valutazione è dente per dente, mai in blocco.
Dopo una terapia parodontale il richiamo è in genere ogni tre o quattro mesi nei primi due anni, poi si calibra sulla risposta dei tessuti. Chi dirada troppo vede le tasche riapprofondirsi. È la parte più noiosa e più decisiva.
Nella maggior parte dei casi sì, così chi viene da Cascina, Vecchiano o San Giuliano Terme non fa due viaggi. Se servono radiografie di approfondimento le eseguiamo in sede. Per gli orari puoi chiamare lo 050 9910086.
Come si svolge cura della parodontite nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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