
Pisa · Devitalizzazione
Ascesso su dente devitalizzato, il sigillo che ha ceduto




La risposta breve
Ascesso su un dente devitalizzato dopo anni: cosa lo provoca, come lo verifichiamo a Ghezzano vicino a Pisa e quali strade restano per salvare il dente.
- Chi risponde
- Dott. Cristiano Spallanzani, odontoiatra dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 26 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un ascesso dente devitalizzato dopo anni nasce quasi sempre da una via d'ingresso nuova, non da un errore della cura di allora: una corona che non sigilla più, una carie sul bordo, un canale rimasto non deterso. Il dente non ha nervo, quindi non ha avvisato prima: la gengiva gonfia è il primo segnale visibile.
Sono il Dott. Cristiano Spallanzani e in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di endodonzia, cioè della cura dei canali all'interno del dente.
Da dove sono rientrati i batteri in un dente già curato?
Dalla parte alta, quasi sempre: dove la ricostruzione o la corona hanno smesso di tenere fuori la saliva.
Dentro le radici restano spazi minuscoli. Quando il sigillo cede, la saliva li raggiunge e i batteri ripartono da lì, in silenzio. L'osso attorno alla punta si riassorbe lentamente. Poi gonfia.
- Il sigillo coronale che cede. Un'otturazione crepata o una corona scollata apre la strada ai canali.
- Una carie nuova sul colletto. Spesso proprio sotto il bordo della corona, dove lo spazzolino non arriva.
- Un canale non trovato allora. Nei molari superiori ce ne sono spesso quattro, e uno è nascosto.
- Una frattura della radice. Più probabile nei denti molto ricostruiti e in chi digrigna.
Nessuna di queste cose fa male subito. Il nervo non c'è più.
Cosa sto guardando davvero, se il dente non duole?
Il gonfiore della gengiva, la pallina che va e viene, il sapore sgradevole, il dente che «sembra più alto» sotto il morso.
Molti pazienti raccontano solo un fastidio quando premono con il dito sulla gengiva. Altri notano una fistola: un forellino da cui esce del pus, che si chiude da solo e dopo qualche settimana si riapre.
Qui c'è un equivoco da sciogliere. Quando il pus trova una via d'uscita il dolore passa, ma non è guarigione: è uno sfogo, e l'infezione continua a lavorare nell'osso.
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Come si capisce se parte dalla radice o dalla gengiva?
Con una radiografia endorale mirata, i test di percussione e la sonda parodontale intorno al dente; quando i due quadri si sovrappongono, con una scansione 3D.
La lastra mostra l'area scura attorno all'apice, fin dove arriva la vecchia otturazione canalare e quali spazi sono rimasti vuoti. Non sempre basta: una TAC Cone Beam fa vedere un canale in più o una frattura che sull'immagine piatta si perde.
La sonda serve a distinguere. Un ascesso che nasce da una tasca gengivale profonda ha un'altra origine e un'altra strada: lì si lavora con la cura della parodontite, non dentro il canale. Sbagliare porta d'ingresso vuol dire curare la cosa giusta nel posto sbagliato.

Si può ancora salvare, o quel dente è perso?
Molto spesso si salva: si riapre dall'alto, si rifà il lavoro dall'interno e si richiude con un sigillo nuovo.
Si rimuovono la vecchia ricostruzione e il materiale nei canali, si detergono gli spazi, si cerca quello eventualmente saltato, si sigilla. Il percorso è descritto passo passo nella pagina sul ritrattamento canalare.
- Ritrattamento. Prima scelta quando la radice è integra e la corona si può rifare.
- Apicectomia. Si lavora sulla punta della radice dall'esterno, quando dall'alto non si passa: per esempio sotto un perno cementato bene.
- Estrazione. Quando la radice è fratturata o l'osso di sostegno non c'è più. Solo dopo si ragiona su come sostituire il dente, spesso con un impianto dentale.
Il criterio che seguo è uno: si parte dalla soluzione che conserva più dente possibile.
Quando non serve riaprire i canali?
Quando il problema è solo il sigillo: rifare la chiusura o la corona, e ricontrollare a distanza, è la strada più semplice e va provata prima.
Se la lastra intorno all'apice è pulita, il dente non risponde alla percussione e il bordo è semplicemente infiltrato, riaprire le radici non aggiunge niente. Si chiude bene e si rivede.
Vale anche il contrario. Insistere su una radice fratturata consuma tempo e osso: quando lo vediamo, lo diciamo alla prima visita. Se vuoi capire come funziona e cosa comprende una devitalizzazione del dente, o cosa copre in generale l'endodonzia, le due pagine lo spiegano senza tecnicismi.
Chi arriva a Ghezzano con un dente che si è riacceso?
Persone di Pisa e dei comuni intorno, con una cura fatta spesso altrove e anche dieci anni prima, che si accorgono del problema solo ora.
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL di Pisa, con il parcheggio davanti allo studio. Chi ha la guancia gonfia non deve girare a cercare posto.
Dal centro di Pisa, da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva senza entrare nelle zone chiuse al traffico. Da Cascina, Fornacette e Vicopisano si esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est. Da Vecchiano e Migliarino si scende dall'Aurelia; da Calci si arriva dalla Valgraziosa.
Gli orari sono questi: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Le valutazioni per chi ha un gonfiore le inseriamo dentro queste fasce, in giornata quando c'è spazio. Le altre guide locali stanno nella pagina dedicata a Pisa.
Il primo passo è una visita con la radiografia del dente sospetto: in mezz'ora si capisce se l'infezione parte dalla punta della radice, dalla gengiva o da una frattura, e quali strade restano aperte. Chiama lo 050 9910086 oppure fissa l'appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Devitalizzazione a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Ascesso su dente devitalizzato, il sigillo che ha ceduto
1. Un ascesso su un dente devitalizzato può guarire da solo?
2. Se il dente non fa male, va comunque guardato?
3. Quante sedute servono per un ritrattamento?
4. Meglio togliere subito il dente invece di ritrattarlo?
5. Cosa posso fare la sera, con la guancia gonfia?
Cosa dicono i pazienti
Gentilezza disponibilità da parte di tutto il personale e chiarezza espositiva dimostrata in caso sussista la necessità di eventuali interventi sono i pezzi forti sec me di questo studio odontoiatrico
Che dire... dispiace non poter mettere 6 stelle perché le avrei date volentieri. il dott. Palla non è un dentista ma "il" dentista! Persona molto squisita, professionale e competente. Uno studio dentistico all'avanguardia dove opera uno staff preparatissimo, sempre gentile e disponibile a qualsiasi esigenza. Complimenti a tutti voi!!
Ottimo studio. Bravissimo il dott e lee assistenti.
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