
Pisa · Estrazione denti
Il buco dopo l'estrazione si chiude o resta?




La risposta breve
Dopo quanto si chiude il buco dopo un'estrazione: i tempi della gengiva e dell'osso, i segnali da controllare e i controlli a Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 26 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Il buco dopo l'estrazione di un dente si chiude in due tempi: la gengiva copre la superficie in due o tre settimane, l'osso sotto continua a riempirsi per tre o quattro mesi. Nei primi giorni la cavità si vede, ed è normale: dentro sta lavorando il coagulo. Se dopo un mese l'apertura è ancora larga, allora si guarda.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di chirurgia orale: quindi anche delle estrazioni e di tutto ciò che viene dopo.
Il buco si chiude da solo, o serve cucirlo?
Si chiude da solo: i punti non tappano il buco, avvicinano i bordi della gengiva e tengono al suo posto il coagulo, che è il vero materiale della guarigione.
Quando toglio un dente resta una cavità nell'osso, l'alveolo. Dentro si forma subito un coagulo di sangue: quello è il tappo biologico.
Da lì la gengiva cresce verso il centro, mentre l'osso si riempie dal fondo verso l'alto. Sono due velocità diverse. La prima la vedi tu allo specchio, la seconda la vedo io in una radiografia.
Dopo quanto tempo la gengiva copre l'alveolo?
Nella maggior parte dei casi la superficie si richiude in due o tre settimane, mentre l'osso completa il lavoro fra il terzo e il sesto mese.
- Primi tre giorni. Il coagulo occupa la cavità, il buco si vede bene e può apparire scuro.
- Prima settimana. I bordi si ammorbidiscono, la gengiva inizia a coprire, il gonfiore scende.
- Seconda e terza settimana. La superficie si chiude. Resta una fossetta che la lingua trova subito.
- Primo e secondo mese. La fossetta si appiattisce e diventa poco riconoscibile.
- Dal terzo al sesto mese. L'osso riempie l'alveolo e si rimodella, in silenzio.
I tempi si allungano quando il dente era un molare grosso, quando le radici erano divaricate, o quando si è trattato di un dente del giudizio incluso nell'osso.
Pesano anche il fumo nei primi giorni e le gengive già malate: chi convive con una parodontite non curata guarisce più lentamente.
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Senza punti il buco resta aperto più a lungo?
No: senza punti l'apertura si nota di più nei primi giorni, ma l'alveolo si chiude con tempi quasi identici.
Metto una sutura quando i bordi sono distanti, quando ho scollato la gengiva o quando devo proteggere il coagulo in una zona che lavora molto durante la masticazione.
Se il dente è uscito intero e i bordi combaciano, spesso lascio guarire senza punti: è la strada meno invasiva. Con i fili riassorbibili, poi, non serve nemmeno una seduta per rimuoverli.

Perché ho l'impressione che il buco non si chiuda mai?
Perché si guarda la fossetta e non la gengiva: la superficie è già chiusa, ma il pavimento resta più basso e all'occhio sembra ancora un foro.
Tre situazioni che ritrovo spesso ai controlli, tutte tranquille:
- La conca residua. L'osso è più in basso della gengiva vicina: si colma nei mesi, non nei giorni.
- Il cibo che entra. Riso e semini si fermano nella fossetta. Si sciacqua, non si scava.
- Il velo biancastro. È fibrina, il tessuto di riparazione. Non è pus e non va toccato.
Il problema vero è diverso: è quando la guarigione, invece di migliorare, torna indietro.
Quali segnali non conviene aspettare?
Dolore che aumenta dal terzo giorno invece di calare, cattivo odore insistente e alveolo che appare vuoto: questi tre insieme meritano un controllo, non pazienza.
- Il dolore che riparte. Si irradia all'orecchio o alla tempia e i rimedi soliti non bastano.
- L'odore e il sapore. Persistono anche dopo gli sciacqui e non dipendono da cosa hai mangiato.
- Il sanguinamento. Riprende dopo giorni di calma, senza un urto o un trauma.
- Il gonfiore che cresce. Dopo il terzo giorno dovrebbe ridursi, non aumentare.
- La febbre. Compare a distanza dall'intervento.
Può trattarsi di un coagulo perso, cioè di un'alveolite: si gestisce in studio con medicazioni locali e controlli ravvicinati, ed è una delle ragioni per cui un'estrazione dentale non finisce con l'ultimo minuto in poltrona.
Quando non serve tornare in studio per il buco?
Se ogni giorno stai un po' meglio e la cavità si restringe, non serve fare niente: la cosa più semplice è lasciarla in pace.
Igiene delicata attorno alla zona, sciacqui tiepidi con acqua e sale dopo le prime ventiquattro ore, spazzolino morbido che passa accanto e non dentro. Niente cannucce e niente fumo.
Non serve grattare la fossetta, non serve riempirla di garza, non serve un intervento in più per «chiuderla». E il dente mancante si sostituisce dopo, a guarigione avvenuta: solo allora ha senso valutare un ponte o gli impianti dentali.
Come si arriva in studio per il controllo dopo un'estrazione?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL di Pisa e con il parcheggio davanti allo studio: per un controllo breve fa differenza.
Dal centro di Pisa, da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva in pochi minuti. Chi viene da Cascina, Fornacette e Vicopisano esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est; da Vecchiano e Migliarino si segue l'Aurelia; da Calci si scende dalla Valgraziosa.
Gli orari aiutano a incastrare la visita fuori dal lavoro: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Per chi cerca un dentista a Pisa anche il sabato mattina, spesso è la fascia giusta.
Nel nostro reparto di chirurgia orale il controllo post-estrazione è previsto, non straordinario: si guarda l'alveolo, si verifica il coagulo, si decide se rivederci.
Il primo passo è una visita di controllo, breve e senza impegno: chiama lo 050 9910086 oppure scegli l'orario che ti torna comodo su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa e vediamo insieme a che punto è la guarigione.
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Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
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Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Il buco dopo l'estrazione si chiude o resta?
1. Dopo quanto si chiude il buco dopo estrazione dente senza punti?
2. È normale che dopo un mese ci sia ancora una fossetta?
3. Posso sciacquare la bocca il giorno stesso dell'estrazione?
4. Il buco del dente del giudizio ci mette di più a chiudersi?
5. Quando posso pensare all'impianto al posto del dente tolto?
Cosa dicono i pazienti
Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli!
Esperienza positiva,sia il dottore(Andrea) che l’assistente (Valentina)sono stati impeccabili e mi hanno messo subito a mio agio…spiegandomi con chiarezza ciò che andavano a fare!!!!
Personale gentile e disponibile. Staff medico altrettanto gentile, disponibile e trasmette tranquillità. Da consigliare
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