Cos'è il bruxismo lo racconta la mandibola al mattino
Che cos'è il bruxismo, come si riconosce e quando serve davvero un bite: te lo spiego nel mio studio di Ghezzano, a pochi minuti da Pisa.
Che cos'è il bruxismo, come si riconosce e quando serve davvero un bite: te lo spiego nel mio studio di Ghezzano, a pochi minuti da Pisa.
Che cos'è il bruxismo, come si riconosce e quando serve davvero un bite: te lo spiego nel mio studio di Ghezzano, a pochi minuti da Pisa.
Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 2 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

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Che cos'è il bruxismo: è l'abitudine involontaria di serrare i denti o di farli scorrere l'uno contro l'altro, quasi sempre nel sonno e senza accorgersene. Non è una malattia dei denti, ma un'attività dei muscoli che usiamo per masticare. I denti, però, pagano il conto: usura, sensibilità, mandibola stanca al risveglio.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano mi occupo di gnatologia, cioè dei disturbi dell'articolazione della mandibola e del bruxismo.
Perché è un movimento automatico, che parte quando la testa dorme e i muscoli no.
Di giorno il controllo è fine. Mangi, deglutisci, parli, e nell'arco di tutta la giornata i denti si toccano per pochi minuti in totale. È il freno naturale del sistema.
Nel sonno quel freno si allenta. Le contrazioni diventano ripetute, a volte lunghe, con una forza che supera di molto quella della masticazione normale. Sul momento non fa male.
Il conto arriva al mattino, ed è lì che la mandibola parla.
I segnali più frequenti non riguardano i denti: sono mal di testa alle tempie, mandibola rigida e orecchie che sembrano tappate.
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
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No: la forza si scarica su smalto, gengive, articolazione e su tutto quello che è stato ricostruito in bocca.
Sullo smalto vedo superfici appiattite, cuspidi che hanno perso il disegno, piccole scheggiature sui bordi degli incisivi. In qualche caso lo smalto si assottiglia tanto che sotto si intravede il dente più scuro.
Sulle gengive il carico ripetuto si somma ad altro. Se c'è già una parodontite in corso, i denti mobili lo diventano prima: per questo una cura della parodontite e una valutazione del bruxismo spesso camminano insieme.
Poi c'è quello che abbiamo messo noi. Corone, intarsi, impianti dentali: non sentono dolore, quindi non avvisano. Chi stringe molto li sottopone a un lavoro che va considerato in anticipo, non dopo.

Lo capisco dai segni che la bocca conserva, non dal racconto di una notte che nessuno ricorda.
Guardo come si toccano le arcate, dove l'usura è concentrata, se un lato lavora più dell'altro. Palpo i muscoli masticatori e ascolto l'articolazione mentre apri e chiudi.
Misuro l'apertura. Chiedo quando è comparso il mal di testa e in che periodo della vita. Spesso il quadro si accende in un mese di esami all'università o dopo un cambio di turni.
Da quei dati decido se e come serve un dispositivo: trovi il percorso nella pagina bite e cura del bruxismo, insieme al resto dei disturbi dell'articolazione della mandibola.
Quando si parte da qualcosa di più semplice: una fase di stress passeggera, un'igiene da rimettere in ordine, un contatto fra denti che va corretto.
Il dispositivo notturno protegge, non guarisce l'abitudine. Se il disturbo è comparso in una settimana pesante e la bocca non mostra usura, la strada è aspettare e rivedersi, non fabbricare un apparecchio.
Altre volte il problema è il modo in cui le arcate combaciano, e allora si valuta un percorso di ortodonzia.
C'è anche il caso opposto: un bite fatto male fa stringere di più. Meglio nessun dispositivo che uno sbagliato.
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, fuori dalla ZTL di Pisa, con il parcheggio davanti all'ingresso.
Dall'ospedale di Cisanello sono circa 3 km, dal centro di Pisa e da Porta a Lucca pochi minuti di auto. Chi finisce un turno o una lezione passa senza cercare un posto in centro.
Da San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Fornacette si arriva con l'Aurelia o uscendo dalla FI-PI-LI: nessuno dei comuni intorno è oltre il quarto d'ora di strada.
Gli orari aiutano chi stringe i denti per i turni: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13.
Il primo passo è una visita: mezz'ora per guardare l'usura, i muscoli e l'articolazione, e dirti se quello che senti al mattino è bruxismo o altro. Chiama 050 9910086 o scegli l'orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
Sì, ed è il caso più frequente in studio. Molti pazienti serrano le arcate senza farle scorrere, quindi non producono stridore e nessuno in casa se ne accorge. I segni sullo smalto e sui muscoli restano comunque leggibili in visita.
È un fenomeno vicino ma non identico: si chiama serramento diurno e in genere la persona ne è parzialmente consapevole. Si nota al volante, davanti allo schermo, durante una telefonata difficile. La gestione parte dall'accorgersene, più che da un dispositivo.
No, e non vado mai per esclusione al contrario. Il dolore alle tempie al risveglio è un indizio compatibile, ma va confrontato con i muscoli, con l'usura e con il sonno. Se il quadro non torna, lo dico e indirizzo altrove.
Capita spesso nei bambini, soprattutto nelle fasi di cambio dei denti, e nella maggior parte dei casi si attenua con la crescita. Quello che mi interessa valutare è se c'è usura importante o dolore. In quel caso si guarda anche come si sviluppano le arcate.
Dipende da quanto stringi e da cosa stiamo proteggendo. Alcuni pazienti lo usano per periodi definiti, legati a fasi di carico; altri lo mantengono nel tempo perché hanno ricostruzioni da salvaguardare. È una decisione che si rivede ai controlli.
È il fattore che vedo più spesso, ma non l'unico. Contano la qualità del sonno, alcune abitudini della sera, il modo in cui le arcate si incontrano e, in certi casi, terapie in corso di cui parlo con il tuo medico. Per questo la visita raccoglie la storia, non solo la bocca.
Non sempre. L'esame clinico basta per riconoscere il quadro; le immagini servono quando devo valutare l'articolazione, lo stato dei denti usurati o una ricostruzione da programmare. Decidiamo dopo averti guardato, non prima.
Sì, molti pazienti vengono per un secondo parere sulla parte gnatologica e continuano le cure dove le hanno iniziate. Porta i referti e, se l'hai, il dispositivo che usi. Ti scrivo cosa vedo, poi la scelta è tua.
Come si svolge bite e cura del bruxismo nello studio di Via Carducci a Ghezzano, chi lo segue, quando non è la scelta giusta e le domande più frequenti.

Chiama lo 050 9910086 negli orari di apertura, lascia nome e telefono, oppure scegli giorno e ora dal calendario. Parlarci non ti impegna.
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