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Blog · Protesi, estetica e diagnostica

La protesi mobile inferiore cede dove manca l'osso

Protesi mobile inferiore e i suoi problemi: perché si solleva, cosa si può stabilizzare e quando serve una valutazione a Ghezzano, Pisa.

La guida del paziente

In breve

Protesi mobile inferiore e i suoi problemi: perché si solleva, cosa si può stabilizzare e quando serve una valutazione a Ghezzano, Pisa.

Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 1 ottobre 2026 · 7 min di lettura.

Protesi mobile (dentiera) a Pisa: render clinico della pagina del trattamento

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Le risposte, una per una

  • Protesi mobile inferiore, problemi come instabilità, sfregamento e dolore quasi mai nascono da un difetto della placca: nascono dal poco osso su cui appoggia. La mandibola si riassorbe, la saliva non fa tenuta, la protesi si solleva. Prima si capisce dove cede, poi si decide se ribasare, rifare o stabilizzare.

    Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano mi occupo di protesi per i pazienti di Pisa e dei comuni della Piana.

  • Perché la dentiera inferiore si muove più di quella superiore?

    Perché sopra la protesi ha un palato intero che la tiene con l'effetto ventosa, sotto ha solo una cresta sottile.

    La superficie d'appoggio di una protesi mobile inferiore è molto più piccola. Dopo anni senza denti la mandibola si riassorbe in altezza e in larghezza: la cresta diventa piatta, a volte con i bordi affilati.

    Risultato: la placca non ha dove incastrarsi. Ogni volta che parli, mangi o deglutisci, guance e pavimento della bocca la spostano. Non è colpa tua. È anatomia.

  • Quali problemi mi devo aspettare da una protesi inferiore?

    I più frequenti sono cinque, e quasi tutti si misurano in visita in pochi minuti.

    • Si solleva quando parli. Di solito il bordo è troppo lungo dietro o tocca il frenulo.
    • Punti dolenti sempre nello stesso posto. Un appoggio che scarica tutto su una zona sola, spesso sulla cresta più sottile.
    • Mangiare diventa selettivo. Si evita il pane croccante, la carne, l'insalata: si mangia più morbido e si mangia peggio.
    • Rumore e scatti. I denti non si incontrano in modo equilibrato e la protesi batte.
    • Bruciore e arrossamento. Qui conta anche l'igiene della placca e della gengiva sotto.

    C'è poi un sintomo che i pazienti raccontano per ultimo: la paura di parlare in pubblico. Vale quanto il dolore.

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Per approfondire

  • Come capisco se il difetto è nella protesi o nella gengiva?

    Si guarda la bocca senza protesi, poi la protesi senza bocca, poi le due insieme: i tre passaggi dicono cose diverse.

    Prima controllo la mucosa: rossori, iperplasie sul bordo, candida, zone infiammate. Poi la placca: bordi, tenuta, stabilità, usura dei denti.

    Infine come chiudi, e come la protesi reagisce quando muovi la lingua. Una radiografia serve a vedere quanta altezza di osso resta. Spesso è lei a spiegare perché nessuna correzione precedente aveva tenuto a lungo.

    La scrivania dell'ufficio dello studio di Via Carducci a Ghezzano, dove si spiega il preventivo
  • Quando non serve rifare la protesi inferiore?

    Molto più spesso di quanto si pensi: la soluzione più semplice viene sempre prima, e a volte è una ribasatura o un ritocco dei bordi.

    Se la base è ancora corretta e i denti non sono consumati, si rimette in contatto la protesi con la cresta cambiata nel tempo. Un intervento piccolo, che in molti casi restituisce tenuta.

    Non serve ribasare né rifare nulla, invece, quando il problema è una mucosa infiammata da curare prima, o un'igiene da correggere.

    E non serve guardare agli impianti se non ci sono le condizioni generali e di osso: in quel caso si lavora sulla protesi che hai. Lo dico anche quando il paziente arriva deciso al contrario.

  • Che cosa si può fare per tenerla più ferma?

    Le strade sono quattro e si scelgono in base all'osso che resta, non alle preferenze.

    • Ribasatura. Si ricompatta l'appoggio sulla cresta attuale: il passo più conservativo.
    • Nuova protesi mobile. Quando denti e base sono a fine corsa, si rifà la protesi mobile (dentiera) con impronte e bordi disegnati sui tuoi movimenti.
    • Ancoraggi su impianti. Due o più impianti in mandibola possono trattenere la protesi con attacchi a bottone: resta rimovibile, ma smette di sollevarsi. È la famiglia della dentiera fissa su impianti.
    • Soluzione fissa. Se le condizioni lo permettono, si valuta una protesi fissa, talvolta combinata con un ponte sui settori ancora recuperabili.

    Il quadro completo delle possibilità, mobili e fisse, lo trovi nella pagina della protesi dentale. Quale abbia senso per te lo si capisce dopo la visita, non prima.

  • Da Pisa e dai comuni intorno, quanto tempo chiede una valutazione?

    Un'ora, inclusa la radiografia e la spiegazione: lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, con parcheggio davanti e fuori dalla ZTL di Pisa.

    Siamo a poco più di 2 km dall'ospedale di Cisanello e a meno di 5 dal centro. Molti pazienti passano da qui dopo un controllo a Cisanello o un'ora all'università, senza cercare un posto dove lasciare l'auto.

    Da San Giuliano Terme, Vecchiano e Calci si arriva in pochi minuti; da Cascina, Vicopisano e Fornacette con la FI-PI-LI, e dalla costa con l'Aurelia. Porta a Lucca è a due passi.

    Riceviamo dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30 e il sabato mattina 9-13. Chi non riesce a muoversi in settimana usa il sabato.

    Il primo passo è una visita: portaci la protesi che usi, anche se è vecchia, e guardiamo insieme dove cede e cosa si può correggere. Chiama lo 050 9910086 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.

Domande frequenti: La protesi mobile inferiore cede dove manca l'osso

  • Un po' di adattamento è previsto, perché lingua e muscoli devono imparare a convivere con un corpo nuovo. Ma se dopo due o tre settimane continua a sollevarsi quando parli, non è adattamento: è un appoggio da rivedere. Meglio un controllo che altri mesi di tentativi.

  • Aiutano in modo temporaneo, non correggono la causa. Se servono ogni giorno in quantità crescente, stanno coprendo un difetto di tenuta o una cresta cambiata. Si usano come ponte verso la visita, non come cura.

  • Spesso sì, quando base e denti sono ancora in buone condizioni. La ribasatura rimette in contatto la protesi con la gengiva che si è riassorbita. Se i denti sono consumati o la base è deformata, il risultato dura poco e conviene rifarla.

  • Un controllo all'anno è ragionevole, anche quando non fa male. L'osso cambia in silenzio e la protesi resta uguale: è questo scarto che crea i problemi. In visita si vede se basta un ritocco.

  • In molte situazioni due impianti nella zona anteriore della mandibola sono sufficienti a trattenere la protesi con attacchi a bottone. Dipende da altezza e qualità dell'osso, dalla salute generale e dall'igiene che riesci a mantenere. La fattibilità si stabilisce con una radiografia tridimensionale.

  • Toglierla per qualche ora dà sollievo, ma senza correggere nulla il punto si riforma. Non limare la protesi in casa: si tolgono zone che servono alla tenuta. Portala in studio così com'è.

  • La forza di morso con una protesi mobile inferiore resta inferiore a quella dei denti naturali, e nei primi tempi la lingua gestisce il cibo in modo diverso. Si inizia da consistenze morbide e bocconi piccoli. Se dopo settimane non cambia nulla, si controlla la chiusura.

  • Certo, è la situazione più frequente. Guardiamo quello che hai, ti diciamo con chiarezza se è recuperabile e cosa comporterebbe ogni strada. Nessun impegno a iniziare una cura nello stesso giorno.

Render clinico della protesi mobile: la dentiera sollevata dalla gengiva, con bicchiere e spazzolino

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