
Pisa · Cura dell'ascesso dentale
Ascesso dentale, prima si drena poi si cura il dente




La risposta breve
Ascesso dentale, cosa fare subito in attesa della visita, quando serve l'ospedale e come si drena in studio: la guida del dentista a Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 8 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Con un ascesso dentale, cosa fare subito si riduce a una decisione: chiamare un dentista oggi, perché una raccolta di pus ha bisogno di una via d'uscita. In attesa della visita servono sciacqui tiepidi salati, freddo sulla guancia da fuori e nessun ago. I gesti di casa tengono giù la pressione, non spengono l'infezione.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra in Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa: in studio lavoro su conservativa ed endodonzia, cioè sui denti da cui un ascesso parte quasi sempre.
Qual è la prima cosa da fare, adesso?
La telefonata viene prima dei rimedi: l'ordine giusto è drenare la raccolta e poi curare la causa, e nessuna delle due cose avviene da sola.
Nel frattempo ci sono quattro gesti che aiutano, e uno da non fare mai.
- Sciacqui tiepidi e salati. Mezzo bicchiere di acqua appena tiepida, un cucchiaino di sale, due o tre volte al giorno. Il liquido si appoggia, non si spara contro la gengiva.
- Freddo da fuori. Una borsa fredda sulla guancia, avvolta in un panno, a intervalli brevi.
- Testa alta quando ti corichi. Un cuscino in più. Il dolore che pulsa di notte nasce spesso dalla posizione.
- Mastica dall'altra parte. Ogni morso sul dente infiammato riaccende tutto.
- Niente ago, niente spilli, niente pressioni con le dita. Bucare da soli una pallina di pus sposta l'infezione dove non deve andare.
Quando chiami, racconta in segreteria da quante ore è iniziato e dove senti il gonfiore. Serve a capire quanto corre.
Perché i rimedi di casa non fanno passare un ascesso?
Perché agiscono sul dolore e sulla tensione dei tessuti, mai sulla sorgente: finché il dente o la tasca gengivale restano come sono, il pus si riforma.
È la parte che sorprende chi arriva in studio dopo tre giorni di sciacqui. Il gonfiore si era abbassato, il dolore anche. Poi è tornato.
Stesso discorso per l'antibiotico deciso di propria iniziativa, perché «l'altra volta funzionò». Un antibiotico accompagna la cura, non la sostituisce, e preso male maschera i sintomi senza svuotare la raccolta. Se hai una prescrizione in corso da un medico, quella si segue come indicato.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Sulla guancia va il freddo o il caldo?
Freddo, sempre: il caldo sul viso allarga il gonfiore invece di scaricarlo.
È l'errore più comune. Il panno caldo o la borsa dell'acqua bollente danno dieci minuti di sollievo, poi la guancia cresce. Il calore richiama sangue nella zona e aiuta l'infezione a farsi strada nei tessuti molli, verso l'occhio o verso il collo.
Il tiepido vale dentro la bocca, per gli sciacqui. Fuori, solo freddo.
Quali segnali dicono che non si può aspettare domani?
Quando il gonfiore esce dal confine del dente e prende occhio, collo o respiro, la strada è il pronto soccorso dell'ospedale, non lo studio.
I quadri che non si rimandano sono pochi e riconoscibili.
- Difficoltà a deglutire o a respirare. Si va in ospedale.
- Occhio che si chiude per il gonfiore della palpebra, oppure gonfiore che scende lungo il collo.
- Febbre alta con brividi e malessere generale.
- Bocca che non si apre oltre due dita.
Senza questi segnali resta un'urgenza odontoiatrica, da gestire dove ci sono radiografie e strumenti: è il lavoro delle nostre urgenze dentali.

Quando non serve passare dal pronto soccorso dell'ospedale?
Nella maggior parte dei casi la via più semplice è l'altra: una visita odontoiatrica, perché in ospedale il dente resta comunque da curare.
Su un ascesso senza segnali di allarme, in ospedale succede quasi sempre una cosa sola: valutazione, eventuale prescrizione, rinvio al dentista. Ore di attesa che non spostano la sorgente.
Non serve nemmeno arrivare con una lastra fatta altrove: le immagini utili le facciamo sul momento, sul dente giusto e con la proiezione giusta.
E non serve attendere che la guancia si sgonfi «per bene». Si valuta anche gonfi: spesso è proprio la forma del gonfiore a dirci dove sta la raccolta.
Da dove viene il pus, dal dente o dalla gengiva?
Sono due strade diverse, e la prima seduta serve anche a capire quale delle due è: cambia tutto quello che viene dopo il drenaggio.
- Sorgente nel dente. Carie profonda o nervo già morto. Si apre, si dà sfogo alla pressione, e la cura dell'ascesso dentale continua sul canale nelle sedute successive.
- Sorgente nella gengiva. Qui il serbatoio è una tasca parodontale: si drena e si imposta il percorso con il parodontologo, perché senza pulire sotto il bordo l'episodio ritorna.
- Dente che non si può salvare. Capita. Si estrae, si lascia guarire l'osso, e più avanti si valuta con calma se il posto vuoto va chiuso con una protesi o con gli impianti dentali.
Nessuna di queste scelte si fa al telefono. Si fa dopo aver guardato la bocca e la radiografia.
Come si arriva in Via Carducci con la guancia gonfia?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti allo studio: non devi girare in cerca di un posto.
Dal centro di Pisa, da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva in pochi minuti. Chi viene da Cascina, Fornacette o Vicopisano esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est. Da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia, da Calci si passa dalla Valgraziosa.
Gli orari: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Se preferisci scrivere, c'è il WhatsApp 351 8207758.
Il quadro completo delle cure che seguiamo qui lo trovi nella pagina dello studio di Pisa.
Il primo passo è una visita: si guarda il dente, si fa la radiografia e si decide con calma, anche se il dolore nel frattempo è calato. Chiama lo 050 9910086 oppure fissala su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Ascesso dentale, prima si drena poi si cura il dente
1. Quanto può durare un ascesso se non lo faccio curare?
2. Posso prendere un antibiotico che ho già in casa mentre aspetto?
3. Si può dare sfogo al pus nello stesso giorno della visita?
4. Con un ascesso in corso posso fare l'igiene o altre cure già previste?
5. Ricevete anche chi arriva da fuori Pisa?
Cosa dicono i pazienti
Personale gentile e disponibile. Staff medico altrettanto gentile, disponibile e trasmette tranquillità. Da consigliare
Esperienza positiva,sia il dottore(Andrea) che l’assistente (Valentina)sono stati impeccabili e mi hanno messo subito a mio agio…spiegandomi con chiarezza ciò che andavano a fare!!!!
Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli!
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