
Pisa · Cura dell'ascesso dentale
Ascesso dentale: due orologi, il dolore e l'osso




La risposta breve
Quanto dura davvero un ascesso dentale: i giorni del dolore, i mesi dell'osso e perché l'antibiotico non chiude il conto. A Pisa, a Ghezzano.
- Chi risponde
- Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 23 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Chi cerca ascesso dentale quanto dura vorrebbe un numero solo. I numeri però sono due, e corrono su orologi diversi: il dolore acuto rientra in due o tre giorni da quando il pus trova una via d'uscita, mentre l'osso intorno alla radice guarisce in mesi. È il secondo orologio a dire se la storia finisce o ricomincia.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano e ricevo nello studio di Via Carducci, a Ghezzano: mi occupo di endodonzia, cioè della cura del nervo dentro la radice da cui l'infezione parte quasi sempre.
Quanti giorni dura il dolore di un ascesso?
Il dolore pulsante si attenua in 48-72 ore da quando il pus viene drenato, e già nelle prime ore dopo il drenaggio il sollievo si sente.
Il dolore dell'ascesso è dolore da pressione. Il pus resta chiuso in uno spazio rigido e spinge contro l'osso e contro le fibre nervose. Quando la pressione si scarica, il dente smette di martellare.
Ecco perché il calendario dei sintomi è abbastanza regolare.
- Prime 24 ore. Dolore continuo, peggiore da sdraiati, che toglie il sonno.
- Secondo e terzo giorno. Il dolore diventa un fastidio sordo, sopportabile.
- Fine della prima settimana. Resta al massimo un dente "lungo", sensibile quando mordi.
Perché a parità di dente c'è chi ne esce in tre giorni e chi in tre settimane?
Perché la durata non si conta dal primo dolore, ma dal giorno in cui si interviene: chi aspetta cinque giorni li somma tutti al totale.
Mi è capitato di vedere due pazienti con radiografie quasi identiche raccontare storie lunghe il doppio l'una dell'altra. Non cambiava il dente. Cambiava quando erano arrivati da me.
- Il momento della visita. Un'infezione presa al secondo giorno chiede meno tempo di una presa al settimo.
- Dove è finito il pus. Se esce da una fistola sulla gengiva la pressione si scarica da sola; se resta chiuso, la guancia gonfia dura finché non si apre una via.
- Il dente di partenza. Un incisivo con una sola radice e un molare con tre radici non hanno lo stesso percorso.
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L'antibiotico accorcia i tempi o li sposta più in là?
Li mette in pausa: spegne l'infezione nei tessuti raggiunti dal sangue, ma dentro un canale radicolare senza più vita il sangue non arriva e i batteri restano al riparo.
È la parte che sorprende di più chi si siede sulla mia poltrona. Il farmaco funziona davvero, i sintomi spariscono in una settimana, poi per un paio di mesi tutto tace.
Quando la fase silenziosa finisce, il conteggio riparte da zero. E a ogni giro l'osso attorno alla punta della radice si consuma un po' di più.
Per questo la cura dell'ascesso dentale passa dal drenaggio e poi dal trattamento del dente che l'ha generato, non dalla ripetizione dei cicli. Nelle fasi acute si parte dal pronto soccorso dentistico, che serve a fermare l'orologio breve.

L'ascesso del dente del giudizio dura più a lungo?
Spesso sì: quando parte da un giudizio inferiore la difficoltà ad aprire la bocca e il gonfiore possono durare qualche giorno in più, perché l'infezione si muove fra i piani muscolari.
Il giudizio semi-incluso ha quasi sempre un cappuccio di gengiva che lo copre a metà. Sotto quel lembo si deposita di tutto, e l'infiammazione tende a tornare negli stessi periodi dell'anno.
Cambia anche il modo in cui la persona la vive. La mandibola fatica ad aprirsi, si mastica da un lato solo, il fastidio sale verso l'orecchio.
Ogni quanto torni e cosa convenga fare dipendono dalla posizione del dente e dallo spazio che ha dietro. Sono cose che guardo in visita, con una radiografia, non al telefono.
Quando non serve venire in studio in giornata?
Quando non c'è febbre, il viso è normale e sulla gengiva compare solo una bollicina che ogni tanto butta fuori un po' di liquido: lì basta una valutazione nei giorni successivi, ed è la strada meno invasiva.
Quella bollicina è una fistola. Non fa male proprio perché il pus esce da solo e la pressione non si accumula mai.
Attenzione però: non è un problema risolto, è un problema diventato silenzioso. L'osso continua a riassorbirsi senza avvisare.
- Nessuna corsa. Fistola senza dolore, niente febbre, viso simmetrico.
- Valutazione in pochi giorni. Dolore controllabile, gonfiore minimo.
- Subito. Febbre, guancia tesa, bocca che non si apre, difficoltà a deglutire.
Se l'origine non è il nervo ma una tasca gengivale profonda, il percorso giusto parte dal parodontologo e i tempi si misurano in un altro modo.
Quanto tempo chiede l'osso quando il dolore è già finito?
Dai sei ai dodici mesi: l'area scura alla punta della radice si richiude lentamente e si controlla con una radiografia a distanza.
Ecco il secondo orologio. Il dente non fa più male da mesi, ma finché quella zona non si rimpicciolisce il conto resta aperto.
Per questo fisso sempre un controllo a distanza, anche quando il paziente sta benissimo. È lì che si vede se l'infezione è stata superata davvero.
Se il dente non si è potuto tenere, i tempi per valutare un sostituto con gli impianti dentali dipendono dall'osso rimasto; nei ragazzi guardo anche come si spostano i denti vicini, argomento da ortodonzia.
Come si arriva a Ghezzano se il dolore non aspetta?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL di Pisa e con il parcheggio davanti all'ingresso.
Chi ha male non vuole girare a cercare posto. Dal centro di Pisa, da Porta a Lucca e da Cisanello si arriva in pochi minuti senza entrare nelle strade a traffico limitato.
Da Cascina, Fornacette e Vicopisano si lascia la FI-PI-LI all'uscita Pisa Nord-Est. Da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia, da Calci si passa dalla Valgraziosa.
Gli orari: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Gli altri recapiti su la pagina contatti, i servizi della sede nella pagina per i pazienti di Pisa.
Il primo passo è una visita con una radiografia mirata: serve a capire se l'infezione parte dal nervo o dalla gengiva, e quale sia la strada meno invasiva per fermare il ciclo. Mi trovi al 050 9910086 o su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa, dal lunedì al sabato mattina.
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Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
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Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Ascesso dentale: due orologi, il dolore e l'osso
1. Un ascesso dentale può passare da solo?
2. Quanto dura un ascesso dentale se non lo si cura?
3. La guancia gonfia dopo quanto torna normale?
4. Perché il dolore torna di notte anche se sto migliorando?
5. Ogni quanto si controlla un dente già trattato per un ascesso?
Cosa dicono i pazienti
Esperienza positiva,sia il dottore(Andrea) che l’assistente (Valentina)sono stati impeccabili e mi hanno messo subito a mio agio…spiegandomi con chiarezza ciò che andavano a fare!!!!
Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli!
Personale gentile e disponibile. Staff medico altrettanto gentile, disponibile e trasmette tranquillità. Da consigliare
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