Tel. 050 9910086Via Giosuè Carducci 51, Ghezzano
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Implantologia dentale a Ghezzano, alle porte di Pisa

Un impianto dentale è una vite in titanio che prende il posto della radice di un dente che non c'è più; sopra ci si avvita il dente. Detta così sembra una cosa sola. In realtà è un percorso fatto di decisioni, e quasi tutte si prendono prima che qualcuno accenda un manipolo.

L'apparecchio per la radiologia tridimensionale nello studio di Ghezzano
L'apparecchio per la radiologia tridimensionale nello studio di Ghezzano

La domanda che viene prima di «quanti impianti»

Chi arriva in studio con un dente mancante di solito ha già in tasca una proposta, a volte due, fatte altrove. La domanda che si porta dietro è quale delle due sia migliore. È la domanda sbagliata, o meglio: è la seconda. La prima è se quel dente vada sostituito adesso, e perché.

Il caso più chiaro è il dente singolo perso e non rimpiazzato. Chi ci convive dice quasi sempre di non averne bisogno perché mastica lo stesso. È vero, e proprio per questo è un problema: masticare lo stesso significa masticare dall'altra parte. Nel giro di qualche anno i denti vicini si inclinano verso lo spazio vuoto e quello sopra scende a cercarlo. La situazione da sistemare diventa più grande di quella di partenza.

Ci sono anche i casi in cui l'impianto non è la strada, o non lo è subito: una parodontite ancora attiva, alcune terapie in corso, un'igiene che non regge. Sono cose che si vedono in visita e nella radiografia. Dirle prima non è prudenza eccessiva: è l'unico modo perché il lavoro duri.

Perché serve l'esame tridimensionale

Una radiografia normale è un'immagine piatta. Dice se c'è osso in altezza, ma non dice quanto è spesso, dove passa il nervo, quanto scende il seno mascellare. Sono esattamente le informazioni che servono per decidere se un impianto si può mettere, di che misura e con quale inclinazione.

Nello studio di Ghezzano l'apparecchio radiologico è in sede. In concreto vuol dire che l'esame si fa dove si fa la valutazione, senza mandare il paziente in un altro centro e senza settimane fra un passaggio e l'altro.

Da quell'esame nasce il piano: quanti impianti, dove, e se prima serve rigenerare osso perché il volume non basta. È anche il momento in cui una proposta ricevuta altrove diventa leggibile, perché si vede su che cosa era basata.

Come si svolge

L'inserimento si esegue in anestesia locale, in ambulatorio. La durata dipende dal numero di impianti; per un impianto singolo si resta in genere sotto l'ora.

Poi serve il tempo dell'osteointegrazione: l'osso deve crescere a contatto con la superficie della vite e renderla stabile. È un processo biologico, ha i suoi tempi e non si accorcia a piacimento. In questa fase, dove serve, si porta una soluzione provvisoria.

Solo quando l'impianto è integrato si costruisce il dente definitivo, si prova e si avvita.

  • Visita e valutazione clinica
  • Esame radiologico tridimensionale in sede
  • Piano di cura scritto, con le alternative
  • Inserimento in anestesia locale
  • Osteointegrazione, con provvisorio dove indicato
  • Protesi definitiva e controlli nel tempo

Cosa deve esserci nel preventivo

Un preventivo di implantologia che riporta una sola voce e una sola cifra non è leggibile, e non perché nasconda qualcosa: perché mette insieme cose che avvengono in momenti diversi. Chiedere che sia diviso è legittimo e serve a entrambi.

Le voci che devono comparire separate sono l'eventuale rigenerazione ossea, l'impianto, il pilastro e la corona, e i controlli. Se il piano prevede un'alternativa — un ponte, o una soluzione rimovibile — quella alternativa va scritta anche quando non è la proposta principale: è ciò che distingue un piano di cura da un'offerta.

Vale lo stesso per il consenso informato. Non è una firma di rito: è il documento in cui sta scritto cosa si fa, cosa può non andare come previsto e cosa succede in quel caso. Va letto prima, con il tempo per farlo, e le domande vanno fatte in quel momento.

Dopo: la parte che nessuno racconta

Un impianto non prende carie, ma il tessuto che ha intorno può infiammarsi. Si chiama perimplantite ed è la ragione principale per cui un impianto, anni dopo, si perde. Si previene con l'igiene professionale a intervalli concordati e con i controlli.

Nello studio i controlli sugli impianti li tiene il Dott. Palla, che è la stessa persona che li ha inseriti. Chi ha visto com'era l'osso il giorno dell'intervento è nella posizione migliore per accorgersi che qualcosa sta cambiando.

Domande frequenti

Quanto tempo passa fra l'impianto e il dente definitivo?

Dipende dalla qualità dell'osso e dalla zona della bocca: in genere si parla di alcuni mesi. Dove è indicato si porta un provvisorio, così l'attesa non si vede.

Posso portare il preventivo di un altro studio per un confronto?

Sì, ed è utile portare anche le radiografie su cui è stato costruito. Il confronto si fa sui dati clinici, non sulle cifre: due proposte diverse spesso rispondono a due letture diverse della stessa bocca.

Se non ho abbastanza osso vuol dire che non posso fare l'impianto?

Non necessariamente. In molti casi il volume si può ricostruire, con un intervento che precede l'inserimento. Quando invece non è indicato, si valutano le altre soluzioni protesiche.

Da Pisa come si arriva?

Lo studio è a Ghezzano, appena fuori città: si esce da Pisa verso est invece di attraversarla, e non si passa dalla zona a traffico limitato. Dal quartiere di Cisanello sono pochi minuti.

Prenota una visita di valutazione

Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51, Ghezzano. Puoi chiamare lo 050 9910086 negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì 9:00 – 19:00 · Sabato 9:00 – 13:00) oppure lasciare i tuoi contatti qui sotto.

* Campi obbligatori

Chi se ne occupa
Dott. Edoardo Palla

Dott. Edoardo Palla

Direttore Sanitario

Albo Odontoiatri di Pisa n. 427

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Lo studio

Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla
Via Giosuè Carducci 51
56010 Ghezzano (PI)

Tel. 050 9910086

Lunedì – Venerdì 9:00 – 19:00 · Sabato 9:00 – 13:00

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