
Pisa · Igiene dentale e detartrasi
Placca sui denti, perché torna dopo pochi giorni?




La risposta breve
Placca sui denti a Pisa: come si forma, cosa togli davvero con lo spazzolino e cosa si rimuove solo in studio a Ghezzano, con i richiami giusti.
- Chi risponde
- Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 22 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
La placca sui denti è una pellicola morbida di batteri e saliva che si riforma ogni giorno, anche poche ore dopo lo spazzolino. Finché resta morbida la togli tu a casa. Quando si mineralizza diventa tartaro, si attacca allo smalto e non viene più via: lì serve la seduta professionale. Capire in quale delle due fasi sei cambia tutto.
Sono il Dott. Antonio Rizzica e a Ghezzano, in Via Giosuè Carducci 51, seguo le sedute di igiene dei pazienti di Pisa e dei comuni intorno.
Che cos'è quella patina ruvida che sento con la lingua?
È placca batterica: un deposito morbido, biancastro o giallino, che si forma di continuo su tutti i denti e che al tatto della lingua sembra una velatura opaca.
Non è cibo rimasto. È una comunità di batteri organizzata su una pellicola di saliva, e si ricostruisce ogni giorno.
- Le prime ore. Sullo smalto pulito si deposita un velo di proteine salivari, invisibile, a cui i batteri si agganciano.
- Entro 24 ore. Il deposito diventa percepibile: la lingua lo sente ruvido, soprattutto al colletto dei denti e negli spazi fra un dente e l'altro.
- Dopo 48-72 ore. La placca si organizza, si ispessisce e comincia a irritare la gengiva, che si arrossa e sanguina quando passi lo spazzolino.
Il punto dove si accumula prima è quasi sempre lo stesso: il bordo gengivale degli incisivi inferiori e la faccia interna dei molari.
Placca o tartaro: come faccio a capire la differenza allo specchio?
La placca è morbida e la sposti passando l'unghia o lo spazzolino; il tartaro è duro, ruvido come gesso, spesso giallo o marrone, e non si muove di un millimetro.
La trasformazione avviene perché i sali minerali della saliva precipitano dentro il deposito e lo induriscono. Bastano pochi giorni.
- Placca. Recente, chiara, morbida. Si rimuove a casa con spazzolino e filo o scovolino.
- Tartaro sopragengivale. Visibile, sopra il bordo della gengiva. Si toglie solo con gli strumenti dello studio.
- Tartaro sottogengivale. Nascosto sotto la gengiva, scuro, spesso segnalato solo da sanguinamento e alito pesante. Lo rileva l'odontoiatra dello studio e si tratta in seduta.
Se lo specchio non basta, non insistere con stuzzicadenti o oggetti metallici: si ferisce la gengiva e il deposito resta lì.
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Perché si riforma anche se lavo i denti due volte al giorno?
Perché quasi sempre non è questione di quante volte, ma di dove e come: se lo spazzolino non arriva al bordo gengivale e fra i denti, la placca resta esattamente lì.
Nella mia poltrona lo vedo ogni giorno con il rivelatore: superfici esterne pulite e deposito intatto negli spazi interdentali.
- La zona dimenticata. La faccia interna dell'arcata inferiore, dove sbocca la saliva, è la prima a caricarsi.
- Il movimento. Sfregare in orizzontale lucida lo smalto ma lascia il colletto: serve un movimento dal rosa al bianco, con le setole inclinate sul bordo.
- Il filo o lo scovolino. Lo spazzolino, da solo, non entra fra due denti a contatto. Senza filo o scovolino, quella porzione di superficie non viene mai toccata.
- Il tempo. Due minuti reali sono più lunghi di quello che sembra: quasi tutti si fermano a cinquanta secondi.
Quando il deposito ristagna a lungo cambia anche l'odore dell'alito. È uno dei motivi per cui molti pazienti arrivano chiedendo del trattamento dell'alitosi e scoprono che il punto di partenza sta fra i denti.

Quando non serve correre a fare una seduta di igiene?
Se hai solo notato una patina dopo una giornata storta, e le gengive sono rosa e non sanguinano, la prima cosa da provare è il metodo di spazzolamento corretto, non un appuntamento in più.
L'alternativa più semplice viene sempre prima. Molte situazioni cambiano sistemando tre dettagli: setole morbide al posto di quelle dure, un passaggio serale con il filo, uno scovolino della misura giusta per i tuoi spazi.
La seduta professionale serve davvero quando il deposito si è indurito, quando le gengive sanguinano da settimane o quando l'odontoiatra dello studio riscontra tasche da approfondire. In quel caso il percorso non è più solo di igiene: diventa un piano di cura della parodontite deciso da lui.
C'è anche il caso opposto. Chi porta un apparecchio accumula deposito intorno agli attacchi molto più in fretta, e durante un trattamento di ortodonzia i richiami si accorciano per forza. Stesso discorso per chi ha impianti dentali: lì la manutenzione ha strumenti e tempi suoi.
Ogni quanto conviene il richiamo se la placca torna in fretta?
Non esiste un intervallo uguale per tutti: dipende da quanto velocemente la tua saliva mineralizza il deposito e da quanto arrivi a pulire fra un dente e l'altro.
C'è chi resta pulito per sei mesi e chi, con la stessa igiene domiciliare, ha già tartaro visibile a tre. Nella seduta rilevo placca, tartaro e sanguinamento, e il sondaggio parodontale lo eseguo su indicazione dell'odontoiatra dello studio: da quei numeri esce la cadenza ragionevole del richiamo.
Questo è il lavoro della seduta di igiene dentale e detartrasi: rimozione del deposito, rifinitura delle superfici e istruzioni su spazzolino, filo e scovolino, misurate sulla tua bocca.
Come si arriva allo studio di Ghezzano da Pisa e dai comuni vicini?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, alle porte di Pisa, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti allo studio.
Chi arriva dal centro di Pisa, da Porta a Lucca o da Cisanello ci mette pochi minuti senza entrare nella zona a traffico limitato. È la ragione per cui molti pazienti del capoluogo vengono qui invece di cercare posto in centro.
Da Cascina, Fornacette e Vicopisano si esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est. Da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia; da Calci si arriva dalla Valgraziosa.
Gli orari li trovi anche sulla pagina dedicata a Pisa: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Il sabato mattina è la fascia che scelgono quasi tutti i pazienti che lavorano.
Il primo passo è una visita con l'odontoiatra dello studio, che valuta lo stato di gengive e denti e indica se serve una seduta di igiene: chiama lo 050 9910086, scrivi su WhatsApp al 351 8207758 oppure prenota su prenota.adamanti.it.
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Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Placca sui denti, perché torna dopo pochi giorni?
1. La placca si vede sempre a occhio nudo?
2. Il tartaro si può togliere a casa con i kit che si trovano in giro?
3. Se mi sanguinano le gengive devo spazzolare di meno?
4. Quanto dura una seduta di igiene?
5. I collutori sostituiscono lo spazzolino?
6. Dopo la seduta si riforma subito?
Cosa dicono i pazienti
Professionali accoglienti gentili ti mettono a tuo agio...che dire il Top!!!
Consiglio lo studio dentistico Edoardo Palla per ottima professionalità e gentilezza nel trattamento di pazienti adulti e soprattutto bambini
Ho avuto un'esperienza molto positiva con il Dr. Palla . Sono molto soddisfatto degli impianti dentali che mi ha fatto, la sua professionalità e attenzione ai dettagli sono state evidenti in ogni fase del trattamento. Lo staff è accogliente e ha reso tutto il processo molto confortevole. Consiglio vivamente questo studio dentistico.
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