
Pisa · Igiene dentale e detartrasi
Tartaro nero, la macchia che parte da sotto la gengiva




La risposta breve
Il tartaro nero si forma sotto il bordo gengivale e non va via col dentifricio: come lo rimuovo nella seduta di igiene a Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 23 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Il tartaro nero è tartaro mineralizzato che si è pigmentato: quasi sempre sta sul bordo della gengiva o appena sotto, dove sangue e pigmenti lo scuriscono. Non si scioglie con dentifrici o rimedi casalinghi, perché è duro come pietra. Si rimuove in seduta di igiene, con ultrasuoni e strumenti manuali.
Sono Antonio Rizzica, igienista dentale, e in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di igiene e prevenzione.
Perché il tartaro sui denti diventa scuro e non giallo?
Il colore racconta dove si è formato: il tartaro che cresce sopra la gengiva tende al giallo o al beige, quello che si deposita sotto il bordo gengivale si impregna di sangue e diventa nerastro.
La placca che resta ferma qualche giorno si mineralizza e diventa tartaro. Se il punto è sotto la gengiva, l'ambiente cambia: c'è poco ossigeno, ci sono batteri diversi, e c'è sangue che filtra da una gengiva già infiammata.
Il ferro del sangue, ossidandosi, scurisce il deposito. Ecco perché lo stesso tartaro, a due millimetri di distanza, ha due colori.
- Sangue e gengiva. Una gengiva che sanguina quando spazzoli è la causa più comune del tartaro scuro sul colletto del dente.
- Fumo e bevande. Nicotina, catrame, caffè, tè e vino rosso non creano il tartaro, ma lo tingono più in fretta.
- Batteri cromogeni. In alcune bocche producono pigmenti neri che si depositano in una linea sottile lungo il bordo.
- Tempo. Più mesi passano dall'ultima seduta di igiene, più il deposito si ispessisce e si scurisce in profondità.
Si può togliere il tartaro nero a casa con lo spazzolino?
No: il tartaro nero è calcificato e attaccato allo smalto e al cemento radicolare, quindi spazzolino, collutorio e rimedi fai da te non lo staccano.
Su questo punto mi sento di essere netto, perché vedo i danni dei tentativi. Bicarbonato e limone non sciolgono il tartaro: assottigliano lo smalto. Le limette e gli uncinetti comprati online graffiano la superficie del dente, e su una superficie graffiata la placca si riattacca prima.
Lo spazzolino, quello sì, serve: serve a evitare che il tartaro si riformi dopo. È un lavoro di prevenzione, non di rimozione.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Come si toglie il tartaro scuro nello studio di Ghezzano?
Nella seduta di igiene e detartrasi uso gli ultrasuoni per frammentare il deposito, poi strumenti manuali sottili sul colletto e sotto il bordo gengivale, e chiudo lucidando la superficie.
Prima di toccare, rilevo dove c'è placca, dove c'è tartaro e dove la gengiva sanguina: è quella mappa che mi dice quanto lavoro c'è sotto il bordo. Se serve un sondaggio delle tasche, lo faccio su indicazione dell'odontoiatra dello studio.
La parte sottogengivale è la più lenta. Il tartaro scuro annidato sotto la gengiva non si vede dallo specchio di casa, e va cercato per settori, con calma.
- Ultrasuoni. Vibrazione e acqua staccano la massa più spessa senza raschiare.
- Strumenti manuali. Le curette arrivano dove la punta non entra, sul colletto e negli spazi fra i denti.
- Lucidatura. Una superficie liscia trattiene meno pigmenti nelle settimane dopo.
- Istruzioni a casa. Ti mostro come passare lo scovolino giusto proprio nei punti dove il deposito era nero.

Il fumo c'entra con le macchie fra i denti?
Sì: il fumo non produce il tartaro, ma lo colora più scuro e peggiora la gengiva che sanguina, quindi il deposito diventa nero più rapidamente.
Nei fumatori vedo spesso una combinazione: gengive meno reattive, quindi meno sanguinamento evidente, e tartaro duro e pigmentato dietro gli incisivi inferiori. La gengiva sembra tranquilla e sotto invece il lavoro è avanzato.
Il tartaro scuro porta con sé anche un alone di odore: se convivi con l'alito cattivo, spesso è lo stesso deposito a tenerlo in piedi.
Chi porta un apparecchio o ha finito un percorso di ortodonzia accumula placca negli stessi punti difficili. Anche chi porta impianti dentali deve controllare il colletto, perché lì il deposito non perdona.
Quando non serve una seduta di igiene per una macchia nera?
Quando la macchia non è tartaro: un puntino nero dentro il solco di un molare o il bordo scuro di una vecchia otturazione non si tolgono con l'igiene, e serve prima il controllo dell'odontoiatra dello studio.
La strada più semplice viene prima: una guardata e, se lo ritiene, una radiografia decisa dall'odontoiatra. Se sotto c'è una carie iniziale, la seduta di igiene non la risolve e rimandarla non aiuta.
Ci sono anche macchie che stanno dentro lo smalto, dalla nascita o da un vecchio trauma. Quelle restano lì anche a tartaro zero.
E se il deposito scuro convive con gengive gonfie, tasche e denti che si muovono, il percorso non è solo la mia poltrona: entra in gioco la cura della parodontite, decisa dall'odontoiatra.
Ogni quanto torna il tartaro dopo la seduta?
La placca si riforma in poche ore e comincia a mineralizzarsi in pochi giorni, quindi il richiamo si decide su come reagisce la tua gengiva, non sul calendario di tutti.
Chi ha avuto tartaro nero sottogengivale di solito ha bisogno di richiami più ravvicinati, almeno all'inizio. Quando il sanguinamento si riduce e i punti critici restano puliti, gli intervalli si allungano.
Un dettaglio che conta più di quanto sembri: lo scovolino della misura giusta negli spazi fra i denti posteriori. È lì che il deposito ricompare per primo.
Come si arriva a Ghezzano da Pisa, Cascina o Vecchiano?
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL di Pisa e con il parcheggio davanti all'ingresso.
Dal centro di Pisa, da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva senza entrare nelle zone a traffico limitato. Chi viene da Cascina, da Fornacette o da Vicopisano usa la FI-PI-LI con l'uscita Pisa Nord-Est; da Vecchiano e Migliarino la strada naturale è l'Aurelia; da Calci si scende dalla Valgraziosa.
Gli orari li trovi anche fra le pagine dedicate ai pazienti di Pisa: siamo aperti dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30 e il sabato 9-13. Il sabato mattina è la fascia che scelgono di più i pazienti che lavorano.
Il primo passo è una visita dall'odontoiatra dello studio, che guarda la macchia scura, decide se è tartaro o altro e stabilisce il percorso: da lì, se serve, passiamo alla seduta di igiene. Chiama lo 050 9910086 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
Nella stessa situazione, altre domande
- Quando le alternative al filo interdentale puliscono meno
- 4 voci del costo della detartrasi, dal tempo alla gengiva
- Pulizia dei denti e tartaro: il costo segue il tempo
- Perché la placca dentale non va via in 5 minuti?
- Placca sui denti, perché torna dopo pochi giorni?
- Prevenire il tartaro, quante ore hai prima che indurisca?
- Quando la pulizia dei denti fa male, e quando no
- 3 modi di raschiare il tartaro che danneggiano la gengiva
- Scovolino denti troppo piccolo, la placca resta
- Tartaro sui denti, cosa puoi fare a casa e cosa no?
Se ti riguarda
Igiene dentale e detartrasi a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Tartaro nero, la macchia che parte da sotto la gengiva
1. Il tartaro nero fra i denti davanti in basso è normale?
2. Perché la gengiva sanguina quando si toglie il tartaro scuro?
3. Dopo la rimozione i denti restano più scuri o più chiari?
4. Ho tolto il tartaro un anno fa ed è tornato nero: ho sbagliato qualcosa?
5. Serve venire da lontano o basta l'igiene dove abito?
Cosa dicono i pazienti
Vorrei ringraziare questo studio dentistico che è stato in grado di curarmi con il dolore dentale e si è preso il tempo di spiegarmi il problema. Ringrazio Sylvia per la sua profonda gentilezza e professionalità mai vista prima. Grazie !
Studio dentistico di elevata qualità che adotta le tecniche più moderne per la cura dei denti e della bocca. Personale molto professionale e cortese. Assolutamente consigliato.
Il Dottor Palla si è dimostrato estremamente bravo e professionale. È sempre disponibile e gentile, rendendo ogni visita un’esperienza positiva mettendo a proprio agio il paziente ( e non sono parole dette così per scrivere qualcosa). Che dire poi del personale che ho trovato competente e cordiale, contribuiscono a creare un ambiente accogliente e rassicurante. Raccomando vivamente questo studio dentistico per chi cerca un’ottima qualità nel servizio odontoiatrico.
Hai una domanda sul tuo caso?
Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Chiama lo 050 9910086 oppure scegli giorno e ora dal calendario.
