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Blog · Decidere una cura

Chiedere le radiografie al dentista non è un affronto

Lastre, referti e piano di cura sono documentazione tua: si chiedono in segreteria senza spiegare perché, e conviene averle prima del giorno in cui servono.

La guida del paziente

In breve

Lastre, referti e piano di cura sono documentazione tua: si chiedono in segreteria senza spiegare perché, e conviene averle prima del giorno in cui servono.

Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Ghezzano, Pisa. Pubblicato il 18 agosto 2026 · 7 min di lettura.

Prima visita e check-up a Pisa: render clinico della pagina del trattamento

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Le risposte, una per una

  • Le lastre che ti hanno fatto, i referti degli interventi, il piano di cura che hai firmato o rifiutato: sono documenti tuoi. Per averne copia si chiede alla segreteria dello studio che li ha prodotti, senza dover dire per quale motivo. E il momento buono per farlo è quando non ti servono.

    Sono Andrea Di Stefano, mi occupo di conservativa ed endodonzia e ricevo a Ghezzano. Le prime visite passano quasi tutte da me, quindi vedo il campionario intero: chi arriva con una busta di lastre in ordine cronologico e chi non ha nulla, nemmeno il nome di chi lo ha operato.

  • La richiesta è normale, l'imbarazzo no

    Molti me lo dicono a mezza voce, come se dovessero sottrarre qualcosa. «Posso chiedergli le mie radiografie?»

    Sì. Il diritto di avere copia dei propri dati sanitari sta scritto nel regolamento europeo sulla protezione dei dati, non nella cortesia di chi te li consegna. Non devi motivare la richiesta, non devi dire dove andrai, non devi giustificare un secondo parere.

    Un dettaglio che semplifica la vita: la richiesta si fa allo studio, non al singolo professionista. L'archivio appartiene alla struttura che ti ha curato. Se il medico che ti seguiva si è trasferito, o è andato in pensione, o semplicemente non lavora più lì, la segreteria ha comunque in mano la tua cartella. Chiedere di lui invece che della documentazione è la strada più lunga per non ottenere niente.

  • Chiedila adesso, che è l'unico momento comodo

    Qui sta la parte che quasi nessuno fa, ed è quella che conta di più.

    Le persone chiedono le proprie carte quando c'è un problema: un dente che pulsa in vacanza, un gonfiore il venerdì sera, uno studio chiuso per ferie proprio nella settimana sbagliata, un trasloco già fatto e la vecchia segreteria a duecento chilometri.

    In quei giorni recuperare un file diventa un piccolo calvario burocratico, e nel frattempo la decisione clinica si prende con meno informazioni di quelle che esistevano.

    Chi ha le proprie lastre in una cartella del telefono risolve al telefono cose che altrimenti diventano una seduta. Vale anche restando dove sei: la documentazione non serve solo a cambiare dentista, serve a te.

  • Una lastra di tre anni non è una lastra scaduta

    C'è la convinzione che una radiografia vecchia sia carta straccia. Nel lavoro di tutti i giorni è il contrario.

    Una panoramica di tre anni fa non mi dice com'è la tua bocca oggi — per quello guardo te, e se serve ne facciamo una nuova. Mi dice a che velocità stanno andando le cose.

    Un'ombra sotto la radice di un molare, in una singola immagine, non ha età: può essere ferma da sempre o essere arrivata nell'ultimo inverno, e l'aspetto è quasi identico. Cambia tutto quello che decido dopo.

    Poi c'è il motivo meno teorico: ogni esame radiologico è una dose. Piccola, ma reale. Il criterio con cui si lavora è che si fa l'esame che cambia una decisione, non l'esame che completa una raccolta.

    Adesso il limite, perché esiste e i colleghi non lo pesano tutti allo stesso modo. Due lastre fatte su due apparecchi diversi non sono confrontabili in senso stretto: cambiano l'angolazione, l'ingrandimento, il modo in cui la macchina rende la densità dell'osso.

    Misurare millimetri fra un'immagine di un altro studio e una mia è un esercizio che dà numeri poco solidi, e c'è chi per questo preferisce ripartire da zero con un proprio riferimento.

    Io le guardo comunque: un'informazione approssimativa su dov'era l'osso vale più del nulla, purché sappia che è approssimativa. E se il file non si apre, o è una scansione sfocata di una stampa, lo scopro solo aprendolo — non prima.

    La sala radiologica dello studio di Ghezzano, con l'apparecchio per le panoramiche: è qui che le immagini nuove si affiancano a quelle che porti da fuori.

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Per approfondire

  • Cosa esce dalla segreteria, in pratica

    • Le immagini come file, non come stampa. Per una TAC dentale chiedi l'esame intero e non la pagina riassuntiva: la stampa fissa una sezione decisa da qualcun altro, il file si rilegge scegliendo dove tagliare.
    • Ogni relazione scritta dopo un intervento e i grafici delle misurazioni gengivali, se hai fatto un percorso sulle gengive: sono le due cose che datano la tua storia.
    • Il piano di cura, compreso quello che hai lasciato lì senza accettare.
    • Se hai impianti, la loro scheda tecnica. Sembra burocrazia. È l'informazione che tra dieci anni deciderà se una corona si rimette a posto in una seduta o in tre.

    Il supporto cambia da studio a studio: una chiavetta, un link che scade dopo qualche giorno, in qualche caso ancora un CD che i computer nuovi non leggono. Se ti mandano un link, scaricalo il giorno stesso.

  • Quando lo studio non c'è più

    Succede soprattutto con i pensionamenti. Se l'attività è stata rilevata, di norma l'archivio segue chi ha subentrato ed è lì che va fatta la richiesta.

    Se è stata chiusa e nessuno l'ha ripresa, può non esserci più niente da recuperare: si riparte dalle immagini di oggi e da quello che ricordi, con la consapevolezza che il primo anno di cure servirà anche a costruire il pregresso che manca.

  • Portarla serve se qualcuno se la guarda

    Consegnare una chiavetta al banco e sentirsi dire «grazie, poi vediamo» è tempo buttato. Quando prendi appuntamento, dillo prima: se sappiamo che arrivi con del materiale, la visita si imposta diversamente e comincia dalle tue immagini invece che da un foglio bianco.

    A Ghezzano questo passaggio ha una stanza sua. C'è uno spazio separato dalle quattro sale operative dove si parla e basta: i file si aprono sullo schermo, e se hai in mano un preventivo da capire si legge lì, seduti, senza il bavaglino al collo. Chi arriva dai quartieri a nord dell'Arno tende a prenotare di prima mattina o nel primo pomeriggio, contromano rispetto al traffico verso la città: sono le due fasce in cui questa stanza è più libera.

    Da quella mezz'ora esce una cosa concreta: la lista di quello che manca. Capita spesso che manchi solo un pezzo — la data di un intervento, il tipo di perno dentro un dente già devitalizzato, la scheda di un impianto — e sapere esattamente cosa richiedere rende la seconda telefonata alla vecchia segreteria molto più breve della prima.

  • Da fare stasera, in cinque minuti

    Telefona alla segreteria del tuo studio e chiedi copia della documentazione clinica. Quando arriva, salvala in due posti diversi: una cartella nel telefono e una nel computer o nel cloud. Rinomina i file con la data, perché fra sei anni «panoramica.jpg» non ti dirà niente.

    Poi lasciala lì e dimenticatene. È esattamente il tipo di cosa che si apprezza soltanto il giorno in cui serve.

    Devo dire perché voglio le mie radiografie?

    No. Non serve motivare la richiesta né dichiarare se stai cambiando studio. Se percepisci resistenza, ripeti la richiesta con calma e per iscritto: sono dati sanitari tuoi, e chiederne copia è un atto ordinario che le segreterie ricevono di continuo.

    Una panoramica di cinque anni serve ancora a qualcosa?

    Sì, come termine di paragone, non come esame attuale. Su una bocca cambiata o su un dente che nel frattempo ha iniziato a dare fastidio l'immagine nuova si fa e basta. Su un controllo generale, avere il pregresso può evitare qualche esame e dà una direzione che una lastra sola non contiene.

    Posso chiedere la documentazione di mio padre o di mia madre?

    Serve una delega scritta della persona interessata, con copia di un documento d'identità. Se il genitore non è in condizione di firmare, la strada passa da chi lo rappresenta legalmente: la segreteria dello studio ti dice quale modulo usa.

    Chi accompagna un anziano fa bene a portare anche l'elenco dei farmaci in corso, che pesa sulle decisioni più di quanto sembri.

    Ho recuperato le mie carte: è urgente prenotare una visita?

    Urgente no, se non hai sintomi. Ha senso però non aspettare mesi: il valore del pregresso è farlo leggere accanto a una situazione attuale, e più il confronto invecchia meno dice.

    Una prima visita con le tue immagini sul tavolo restituisce un punto di partenza scritto, e da lì decidi con calma se e cosa fare.


    Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla — Via Giosuè Carducci 51, Ghezzano (Pisa), attivi dal 2011. Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00. Telefono 050 9910086. Da Cisanello sono pochi minuti verso est: si esce da Pisa invece di attraversarla, e si parcheggia davanti. Come è organizzata la sede sta nella pagina lo studio.

Render clinico della prima visita: poltrona, specchietto e sonda, il piano di cura scritto

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