
Pisa · Cura della parodontite
Ascesso gengivale: la cura parte dal drenaggio




La risposta breve
La cura dell'ascesso gengivale passa dal drenaggio e dalla causa che lo ha generato: cosa facciamo nel mio studio a Ghezzano, alle porte di Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 29 settembre 2026 · 8 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
La cura dell'ascesso gengivale comincia dal togliere il pus e finisce quando si è curata la causa: un dente, una tasca gengivale profonda, un frammento rimasto sotto la gengiva. L'antibiotico da solo calma e rimanda. Qui trovi cosa facciamo in studio, in che ordine, e cosa puoi fare tu nell'attesa.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di parodontologia.
Cosa fa il dentista il giorno stesso per curare un ascesso gengivale?
Prima si dà sfogo alla raccolta di pus, poi si cerca da dove arriva: sono due cose diverse e vanno fatte in quest'ordine.
Il gonfiore che senti sotto le dita è una cavità piena di pus sotto pressione. Finché resta chiusa, il dolore non molla. Aprirla e lavarla è la prima parte della cura, ed è anche quella che dà sollievo più in fretta.
La seconda parte è capire perché quel pus si è formato lì. Senza questa risposta, l'ascesso torna.
- Il drenaggio. Si apre la raccolta nel punto più declive, si lava, si toglie la pressione. Il dolore in genere cala nelle ore successive.
- La lastra. Serve a vedere l'osso intorno alla radice e a distinguere un'infezione che nasce dalla gengiva da una che nasce dalla punta del dente.
- La pulizia profonda. Se la causa è una tasca, si lavora sotto il bordo gengivale: è la levigatura radicolare, la cura della tasca che ha ospitato l'infezione.
- Il controllo. Dopo qualche giorno si guarda se la gengiva si è richiusa e se la tasca si è ridotta.
Solo alla fine si decide se quel dente si tiene, si cura o va sostituito. Prima no.
Il gonfiore si è sgonfiato da solo: la cura è finita?
No: quando un ascesso si apre per conto suo il dolore cala, ma l'infezione ha solo trovato una via d'uscita.
È la situazione che vedo più spesso. Il paziente arriva tranquillo, dice che «si è rotto» di notte e che ha sentito un sapore strano. La pressione è andata, il problema è rimasto.
Quello che resta è un canale sottile nella gengiva da cui il pus esce poco per volta. Non fa male, quindi si convive. Nel frattempo l'osso intorno alla radice continua a perdersi, in silenzio.
Per l'ascesso gengivale cura e diagnosi camminano insieme: se salta la seconda, la prima dura poche settimane.
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Se è un'afta e non un ascesso, cambia la cura?
Sì, cambia tutto: l'afta è una lesione della mucosa che si spegne da sola, l'ascesso è una raccolta di pus che va aperta.
Distinguerli a occhio, da soli, è difficile. Ci sono però differenze che aiutano.
- L'afta. Bordo rosso, fondo giallo-bianco, brucia quando mangi acido o salato, non è associata a un dente dolente.
- L'ascesso. Rilievo tondo, teso, dolente alla pressione, spesso con un dente che «sente» quando mordi. A volte la guancia si gonfia.
- La bolla che torna. Se la stessa bollicina si riforma sempre nello stesso punto, in genere non è un'afta: è la finestra di un'infezione che sta sotto.
Nel dubbio si guarda, si tocca e si fa una lastra. Cinque minuti, e la strada da prendere è chiara.

Quali rimedi ho a casa prima della visita?
Sciacqui tiepidi con acqua e sale, ghiaccio fuori sulla guancia, spazzolino morbido anche sul punto gonfio: nient'altro.
I rimedi di casa servono a tenere la situazione ferma, non a curare. Funzionano se non fai i due errori classici.
- Niente calore. L'impacco caldo o la borsa dell'acqua calda fanno espandere il gonfiore verso i tessuti profondi.
- Non bucare. Non si apre un ascesso con un ago o con le unghie: si porta dentro altro.
- Non smettere di lavare. La gengiva infiammata sanguina e fa paura, ma lasciarla sporca peggiora l'infezione gengivale.
- Chiama, non aspettare il weekend. Gonfiore che sale verso l'occhio, difficoltà ad aprire la bocca o febbre sono motivi per farsi vedere subito.
Quando non serve un intervento e basta una cura più semplice?
Spesso basta la strada meno invasiva: una seduta di igiene profonda mirata su quel settore e la correzione dello spazzolamento, senza chirurgia e senza toccare il dente.
Dico sempre le cose in questo ordine, dal meno al più. Molti ascessi gengivali piccoli nascono da un accumulo di tartaro sotto il bordo o da un residuo di cibo incuneato. Si toglie la causa, la gengiva si richiude e non serve altro.
La chirurgia entra in gioco dopo, e solo se la tasca resta profonda a distanza di settimane. Lo stesso vale per l'idea di sostituire il dente: gli impianti dentali si valutano quando la radice non è più recuperabile, mai come prima risposta a un gonfiore.
E c'è un caso in cui la cura è soprattutto organizzativa: i ragazzi in trattamento ortodontico, dove l'apparecchio rende difficile pulire e la gengiva si infiamma a ripetizione. Lì si lavora sulla tecnica di igiene, non sul bisturi.
Quanto dura la cura e cosa la fa tornare?
Il dolore in genere si riduce in uno o due giorni dal drenaggio; la parte che richiede tempo è la guarigione della tasca, che si rivaluta a distanza di settimane.
Un ascesso che torna due volte nello stesso punto non è sfortuna: è un segnale che la causa è ancora lì. Può essere una tasca parodontale profonda, una radice fessurata, una corona che non chiude bene sul colletto.
Per questo la cura dell'ascesso gengivale finisce dentro un percorso più lungo, quello della cura della parodontite: controlli a cadenza fissa, misurazione delle tasche, igiene ravvicinata. Nei bambini il ragionamento è diverso e lo affronto nella pagina di odontoiatria pediatrica.
Da Cascina o da Vecchiano come si arriva in Via Carducci?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti allo studio.
Chi viene dal centro di Pisa, da Cisanello o da Porta a Lucca ci arriva in pochi minuti senza entrare in zone a traffico limitato.
Da Cascina, Fornacette e Vicopisano la strada più comoda è la FI-PI-LI con l'uscita Pisa Nord-Est. Da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia; da Calci si arriva giù dalla Valgraziosa.
Questo conta quando la gengiva si gonfia di mattina e vuoi essere visto lo stesso giorno: siamo aperti dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30 e il sabato 9-13. Le altre guide per i pazienti della zona le trovi nella pagina dedicata a Pisa.
Il primo passo è una visita: si guarda il punto gonfio, si fa la lastra e si decide cosa fare oggi e cosa nelle settimane dopo. Chiama 050 9910086 oppure fissa la tua valutazione su prenota.adamanti.it.
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Cura della parodontite a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Ascesso gengivale: la cura parte dal drenaggio
1. Un ascesso gengivale può passare senza cure?
2. Serve sempre l'antibiotico per curare un ascesso gengivale?
3. Come distinguo un'afta gengivale da un ascesso?
4. Si può fare la pulizia dei denti con un ascesso in corso?
5. Se il gonfiore è sulla gengiva vicino a un impianto cambia qualcosa?
Cosa dicono i pazienti
Esperienza positiva,sia il dottore(Andrea) che l’assistente (Valentina)sono stati impeccabili e mi hanno messo subito a mio agio…spiegandomi con chiarezza ciò che andavano a fare!!!!
Dopo varie esperienze negative oggi per la prima volta ho conosciuto il Dott.Palla e devo dire che sono rimasta più che soddisfatta sia x il lavoro che x la gentilezza del Dottore e delle sue assistenti.Finalmente ho trovato lo studio che fa x me..Grazie Dott.Palla..voto10!!!
Il Dottor Palla si è dimostrato estremamente bravo e professionale. È sempre disponibile e gentile, rendendo ogni visita un’esperienza positiva mettendo a proprio agio il paziente ( e non sono parole dette così per scrivere qualcosa). Che dire poi del personale che ho trovato competente e cordiale, contribuiscono a creare un ambiente accogliente e rassicurante. Raccomando vivamente questo studio dentistico per chi cerca un’ottima qualità nel servizio odontoiatrico.
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