
Pisa · Cura della parodontite
Il tartaro sotto le gengive non lo togli spazzolando




La risposta breve
Il tartaro sotto le gengive si forma nella tasca e non si rimuove a casa: come lo trovo e lo pulisco nel mio studio a Ghezzano, Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 4 ottobre 2026 · 8 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Il tartaro sotto le gengive sta dentro la tasca, attaccato alla radice: lo spazzolino arriva al bordo e si ferma lì. Non lo senti, spesso non lo vedi, e il primo segnale è il sangue quando passi il filo. Si rimuove solo in studio, con strumenti che lavorano sotto il margine gengivale.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di parodontologia: le gengive che sanguinano, le tasche, i denti che perdono appoggio.
Perché non riesco a togliere il tartaro sotto le gengive da solo?
Perché è cementato sulla radice, sotto il bordo gengivale, in uno spazio chiuso dove nessuno strumento domestico entra.
Il tartaro sopra la gengiva lo vedi: una crosta giallastra dietro gli incisivi inferiori, un alone grigio ai colletti. Quello sottogengivale è un'altra cosa. Si deposita dentro il solco, si indurisce a contatto con il sangue e assume un colore scuro, quasi nerastro.
Lo spazzolino, anche elettrico, pulisce fino al margine. Un millimetro più sotto comincia un territorio che non raggiunge.
- Lo spazzolino. Lavora sulla placca molle del colletto e sul bordo. Sul deposito duro non incide.
- Il filo e lo scovolino. Puliscono lo spazio fra i denti, entrano di un paio di millimetri. Se la tasca è profonda, restano fuori.
- I rimedi fai da te. Bicarbonato, limone, strumenti comprati online: graffiano lo smalto, irritano la gengiva e il deposito resta dov'è.
- I collutori. Riducono la carica batterica di superficie. Non sciolgono una concrezione mineralizzata.
Quando qualcuno mi dice che ha provato a grattare da sé, in genere trovo due cose: il tartaro ancora lì e una gengiva ferita.
Come faccio a capire se ce n'è sotto, se non lo vedo?
Si misura: con una sonda millimetrata percorro il solco intorno a ogni dente e sento dove lo strumento si appoggia su una superficie ruvida.
La visita parodontale è questo, in gran parte. Sei punti per dente, un numero per ciascuno. Dove la sonda scende oltre i tre millimetri c'è una tasca, e dentro la tasca quasi sempre c'è un deposito.
I segnali che mi porta il paziente sono abbastanza costanti:
- Sangue al filo o allo spazzolino. Sempre nello stesso punto, da mesi.
- Alito che torna. Si attenua dopo l'igiene e ricompare in poche settimane.
- Gengiva che si stacca. Il colletto appare più lungo, il dente sembra cresciuto.
- Un sapore strano al mattino. Metallico o salato, localizzato in una zona.
La radiografia completa il quadro: si vede l'osso, e si capisce se la tasca è solo gengivale o se ha già mangiato supporto. Tutto questo sta dentro la prima valutazione, senza passaggi aggiuntivi: ne parlo nella pagina sulla cura della parodontite.
Hai una domanda sul tuo caso?
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Come si pulisce il tartaro sotto le gengive in studio?
Con la strumentazione della tasca: punte a ultrasuoni sottili e strumenti manuali che scendono lungo la radice e la lisciano fino a renderla pulita al tatto.
Il lavoro si chiama levigatura radicolare. La punta entra nel solco, stacca il deposito, e poi la curette passa sulla superficie per togliere il residuo e la pellicola batterica che vi aderisce.
Non è una pulizia più energica. È un intervento su un'altra area: sotto, non sopra.
Due cose che i pazienti chiedono sempre. La prima riguarda il comfort durante la seduta: dipende dalla profondità delle tasche e dalla sensibilità della zona, e si valuta con te prima di cominciare, non durante.
La seconda è il tempo: si procede per settori, in una o più sedute, perché una radice fatta di corsa si lascia il deposito dietro. Il procedimento, passo per passo, è descritto nella pagina sulla levigatura radicolare.
Dopo, la gengiva si ritira un poco e aderisce. I denti possono risultare più sensibili al freddo per qualche settimana: accade spesso, perché la radice è tornata liscia dove prima c'era la crosta.

Quando non serve la levigatura, e basta un'igiene normale?
Quando le tasche sono entro i tre millimetri e il deposito sta sul bordo: lì la detartrasi tradizionale basta, e si rivaluta dopo poche settimane.
Parto sempre dalla soluzione più semplice. Una gengiva arrossata e gonfia con sonda a due millimetri non chiede strumentazione profonda: chiede una pulizia accurata, qualche correzione nel modo di spazzolare e un controllo a distanza. In molti casi l'infiammazione si attenua e il quadro si chiude lì.
Ci sono anche situazioni in cui rallento. Se c'è un ascesso in corso, prima si gestisce l'infezione. Se la persona fuma molto, lo dico subito: il risultato sulla tasca tiene meno, e vale la pena saperlo all'inizio.
Se le tasche superano gli otto millimetri con osso già perduto, la strumentazione chiusa può non bastare e si ragiona su altro. Non prometto mai un numero di sedute prima di aver misurato. Prima misuro.
Se lo lascio dov'è, cosa succede?
La tasca si approfondisce, l'osso intorno alla radice si riassorbe e il dente perde appoggio: è il percorso della parodontite.
Il meccanismo è lento e silenzioso, ed è questa la parte scomoda. Il deposito sottogengivale tiene i batteri a contatto con l'osso; l'organismo risponde con un'infiammazione cronica; l'infiammazione consuma il supporto. Spesso non fa male. Per questo si arriva tardi.
Quando il supporto è andato, il dente comincia a muoversi e le opzioni si restringono. A quel punto si parla di ricostruire ciò che manca, e si entra in un capitolo diverso: quello degli impianti dentali, che resta il piano B rispetto a tenere i denti propri.
C'è anche una conseguenza che tocca i più giovani. Se un ragazzo deve iniziare un trattamento di ortodonzia, le gengive devono essere sane prima: spostare denti su un osso infiammato non si fa. Con i bambini la partita è tutta a monte, nel controllo della placca, come racconto nella parte dedicata al dentista pediatrico.
Ogni quanto devo tornare, dopo?
In genere ogni tre o quattro mesi nel primo anno, poi si allunga l'intervallo se la sonda resta stabile.
La tasca trattata è una zona a rischio: il deposito tende a riformarsi negli stessi punti, perché la forma dell'osso e del dente lì favorisce l'accumulo. Il richiamo serve a intercettarlo quando è ancora molle.
A ogni controllo rifaccio le misure. Sono quelle a dire se il piano funziona, non la sensazione di avere la bocca pulita.
Chi viene in Via Carducci per questo, da dove arriva?
Da Pisa città e dai comuni intorno: lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti all'ingresso.
È un dettaglio che conta più di quanto sembri, su una cura come questa. La levigatura si fa per settori, quindi significa tornare più volte.
Chi arriva dal centro di Pisa, da Cisanello o da Porta a Lucca ci mette pochi minuti e non deve entrare in zona a traffico limitato. Chi viene da Cascina, da Fornacette o da Vicopisano esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est; da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia, da Calci si arriva dalla Valgraziosa.
Gli orari li ho pensati per questo: lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13. Il sabato mattina è la fascia che chiede chi lavora. Se vuoi vedere tutte le zone che seguiamo, c'è la pagina dedicata a Pisa e al territorio.
Il primo passo è una visita con il sondaggio parodontale: misuro le tasche, guardo le radiografie e ti dico se il deposito sotto il bordo c'è davvero e dove. Chiamami al 050 9910086, scrivi al 351 8207758 o fissa l'appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Se ti riguarda
Cura della parodontite a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Il tartaro sotto le gengive non lo togli spazzolando
1. Il tartaro sottogengivale si vede nelle radiografie?
2. Fa male togliere il tartaro sotto le gengive?
3. Dopo quanto si riforma?
4. La gengiva si ritira dopo la pulizia profonda?
5. Serve per tutti i denti o solo dove sanguina?
6. Posso venire solo per il sondaggio, senza impegnarmi in una cura?
Cosa dicono i pazienti
Il dott. PALLA è cordiale, competente e con qualità umane elevate. Con me, che ho una spiccata sensibilità dentale, è sempre paziente e disponibile. Tutto il personale è attento ai bisogni dei clienti dalle assistenti all'igienista. Che dire...per me il TOP!
Professionali accoglienti gentili ti mettono a tuo agio...che dire il Top!!!
Che dire... dispiace non poter mettere 6 stelle perché le avrei date volentieri. il dott. Palla non è un dentista ma "il" dentista! Persona molto squisita, professionale e competente. Uno studio dentistico all'avanguardia dove opera uno staff preparatissimo, sempre gentile e disponibile a qualsiasi esigenza. Complimenti a tutti voi!!
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Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Chiama lo 050 9910086 oppure scegli giorno e ora dal calendario.
