
Pisa · Cura della parodontite
Cosa nasconde un ascesso gengivale che non duole




La risposta breve
Un ascesso gengivale senza dolore non è meno grave: a Pisa spiego come riconoscerlo, distinguerlo da quello dentale e cosa facciamo in studio.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 27 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un ascesso gengivale senza dolore esiste, e non è una versione leggera del problema: è un'infezione che ha trovato una via di sfogo, quindi la pressione non si accumula e il male non arriva. Il pus continua a lavorare sotto la gengiva e l'osso intorno al dente si consuma in silenzio. Va guardato presto, non quando inizierà a pulsare.
Sono Edoardo Palla, dentista in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, e in studio mi occupo di parodontologia.
Se non fa male, posso aspettare qualche giorno?
Meglio no: il dolore misura la pressione, non il danno, e il danno all'osso procede anche quando la gengiva tace.
Quando un ascesso resta muto significa quasi sempre che drena da qualche parte: dal bordo gengivale, da una tasca profonda, da un piccolo foro nella mucosa. Quella goccia che senti la mattina, salata, è il motivo per cui non senti niente.
Nel frattempo la tasca si approfondisce. Il dente può iniziare a muoversi, e un dente che perde l'osso di sostegno è un dente che rischia di andarsene: a quel punto la discussione si sposta su una protesi o sugli impianti dentali, cioè su un problema molto più grande.
Perché una gengiva gonfia può non dare dolore?
Perché mancano le due condizioni che fanno male: la pressione chiusa e un nervo coinvolto.
- C'è un drenaggio spontaneo. Il pus esce da sé e il gonfiore non spinge sui tessuti: nessuna tensione, nessun dolore.
- Il dente è già devitalizzato o con la polpa morta. Il nervo non trasmette più, quindi l'infezione non ha chi la segnali.
- L'infezione è cronica, non acuta. Va avanti da mesi con un'infiammazione bassa, e il corpo ci si abitua.
- Stai prendendo antinfiammatori per altro. Il sintomo viene coperto e sembra tutto tranquillo.
Nessuna di queste situazioni è rassicurante. Sono solo modi diversi di non accorgersene.
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Come capisco se l'ascesso è gengivale o dentale?
Da fuori non si distingue in modo affidabile: serve una radiografia e la misurazione delle tasche, perché la cura cambia completamente.
- Origine gengivale (parodontale). Parte dalla tasca fra dente e gengiva, spesso con tartaro sotto il bordo, dente vitale e mobilità. Si tratta con la cura della parodontite.
- Origine dentale (endodontica). Parte dalla punta della radice, di solito su un dente cariato o già curato: è il capitolo dell'ascesso dentale, che passa dai canali.
- Origine mista. Le due strade si incontrano, e va affrontata prima quella che sostiene l'infezione.
Curare la cosa sbagliata è il modo più comune di ritrovarsi lo stesso gonfiore dopo un mese.

Cosa faccio in studio davanti a un ascesso che non duole?
Prima cerco da dove viene e quanto osso è stato perso, poi decido: senza quei due dati qualunque cura è a caso.
- Sondaggio delle tasche. Sei misure per dente, per capire quanto è profonda la lesione e se comunica con la radice.
- Radiografia mirata. Una periapicale o una panoramica; se il quadro è confuso, una TAC a basso dosaggio.
- Test di vitalità. Serve a capire se il nervo del dente è vivo, cioè se l'origine è gengivale o dentale.
- Drenaggio e detersione della tasca. Si svuota la raccolta e si toglie il deposito che la alimenta.
- Controllo a distanza. Si verifica che la tasca si sia richiusa, non che il gonfiore sia semplicemente scomparso.
La seduta di valutazione dura circa quaranta minuti. Non si decide niente prima di aver visto le immagini.
Quando non serve la chirurgia della gengiva?
Nella maggioranza dei casi non serve: si parte dalla soluzione meno invasiva, cioè la pulizia profonda della tasca.
Una levigatura radicolare fatta bene, in anestesia locale, risolve molte lesioni che sembravano chirurgiche. Si riduce l'infiammazione, la tasca si richiude, il tessuto torna aderente.
Il lembo chirurgico ha senso solo se, dopo la guarigione, la tasca resta profonda e continua a raccogliere pus. In quel caso ne parliamo con le radiografie in mano, non prima.
C'è anche un caso in cui il dente non si salva: mobilità estrema e osso quasi assente. Dirlo subito è più onesto che far durare un anno una cura che non regge.
Cosa posso fare a casa mentre aspetto la visita?
Poco, ma di utile: non premere, non bucare, non smettere di pulire quella zona.
- Spazzola anche lì. Setole morbide, senza forza: sospendere l'igiene peggiora tutto.
- Sciacqui con acqua tiepida e sale. Aiutano il drenaggio e danno sollievo.
- Niente pressione sul gonfiore. Schiacciarlo può spingere l'infezione nei tessuti vicini.
- Segnala febbre o gonfiore del viso. In quel caso chiama lo studio lo stesso giorno.
Gli antibiotici li valuta il dentista dopo la visita: da soli non svuotano una tasca e non togliono il tartaro che la alimenta.
Come si arriva in Via Carducci da Pisa e dai comuni intorno?
Siamo in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL e con il parcheggio davanti allo studio.
Dal centro di Pisa, da Cisanello e da Porta a Lucca si arriva in pochi minuti senza entrare nelle zone a traffico limitato. Chi viene da Cascina, Fornacette o Vicopisano esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est; da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia; da Calci si passa dalla Valgraziosa.
Siamo aperti dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30 e il sabato 9-13. Il sabato mattina è la fascia che funziona meglio per chi lavora a Pisa e non vuole perdere mezza giornata.
Il primo passo è una visita con radiografia e misurazione delle tasche: in una seduta capiamo se l'infezione parte dalla gengiva o dalla radice e cosa serve davvero. Chiamaci al 050 9910086 oppure scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Cura della parodontite a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Cosa nasconde un ascesso gengivale che non duole
1. Un ascesso gengivale senza dolore può guarire da solo?
2. Come distinguo un ascesso dalla gengivite?
3. Serve la radiografia anche se non sento niente?
4. Dopo la cura può tornare nello stesso punto?
5. Anche i bambini possono avere un ascesso che non fa male?
Cosa dicono i pazienti
Consiglio lo studio dentistico Edoardo Palla per ottima professionalità e gentilezza nel trattamento di pazienti adulti e soprattutto bambini
Esperienza positiva,sia il dottore(Andrea) che l’assistente (Valentina)sono stati impeccabili e mi hanno messo subito a mio agio…spiegandomi con chiarezza ciò che andavano a fare!!!!
Ottimo studio,utilizzato per adesso solamente per igiene dentale,Antonio è stato molto professionale e cordiale.
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