
Pisa · Cura della parodontite
Parodontite: i denti non cadono tutti insieme




La risposta breve
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite? A Pisa ti spiego cosa misuro in visita per capire quali denti reggono e quali no.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 2 ottobre 2026 · 8 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite non ha una risposta sola: dipende da quanto osso resta attorno a ogni radice e da quanto in fretta continua a perdersi. In una forma lenta e seguita si convive per decenni. In una forma rapida e lasciata sola un dente può diventare instabile in pochi anni.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci a Ghezzano, alle porte di Pisa, mi occupo di parodontologia.
Esiste un numero di anni dopo il quale i denti cadono?
Non esiste: la malattia non ha un conto alla rovescia uguale per tutti, perché la perdita di osso corre a velocità diverse da persona a persona e da dente a dente.
Quello che si può misurare è un'altra cosa: quanto supporto osseo resta attorno a quella singola radice, oggi, e quanto se n'è perso rispetto a cinque anni fa.
In visita non guardo il calendario, guardo tre numeri. La profondità della tasca, sondata dente per dente con una sonda millimetrata. La perdita di osso sulla radiografia. Il grado di mobilità.
Da lì nasce una stadiazione, e dalla stadiazione una previsione prudente. Non «fra tre anni», ma «questo elemento ha ancora metà del suo supporto e con la cura regge; quest'altro ne ha un quinto e va discusso».
La stessa domanda mi arriva spesso con il nome di una volta: dopo quanto cadono i denti con la piorrea. Stessa malattia, parola più vecchia.
Perché un dente cede prima degli altri?
Perché la parodontite non avanza in modo uniforme: lavora per tasche, zona per zona, e i denti non cadono tutti insieme.
Capita di trovare una bocca con venti elementi solidissimi e due molari ormai sospesi. Non è strano: è la regola.
- La forma della radice. Un canino con una radice lunga e singola tollera una perdita che un incisivo inferiore, sottile, non tollera affatto.
- Il numero di radici. Un molare può perdere osso solo attorno a una delle tre e restare stabile a lungo.
- I punti che non si puliscono. Un contatto stretto fra due denti storti trattiene placca per anni, mentre il resto della bocca resta sano.
- Il carico che riceve. Un dente che prende tutto il morso cede prima di uno che lavora poco.
Per questo la domanda giusta non è «quando cadranno i miei denti», ma «quali dei miei denti sono in difficoltà adesso».
Hai una domanda sul tuo caso?
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Quanto osso serve perdere perché un dente inizi a muoversi?
In genere la mobilità si avverte quando il supporto scende sotto circa la metà, ma la soglia cambia da elemento a elemento.
- Primo grado. Il dente si sposta di pochissimo in orizzontale. Spesso non te ne accorgi: lo rilevo io con due strumenti.
- Secondo grado. Lo spostamento si vede e si sente mordendo. Qui si lavora per fermare, non più solo per prevenire.
- Terzo grado. Il dente affonda anche in verticale sotto il dito. È la situazione in cui si discute il futuro di quell'elemento.
Il punto che sorprende quasi tutti: fra il primo e il terzo grado possono passare dieci anni oppure due. Dipende da cosa succede nel mezzo.
Cosa accelera la caduta e cosa la rallenta?
Il ritmo con cui i denti si perdono dipende più dai fattori che accompagnano la malattia che dalla malattia in sé.
Il fumo è il primo: riduce l'irrorazione delle gengive e nasconde il sanguinamento, cioè toglie il segnale d'allarme proprio a chi ne avrebbe più bisogno. Il diabete scompensato è il secondo.
- Il controllo a casa. Spazzolino e strumenti interdentali usati bene cambiano la curva più di qualunque discorso. Non conta il tempo che ci passi: conta dove arrivi.
- Il richiamo di igiene. Chi rispetta gli intervalli concordati perde molti meno elementi di chi torna solo quando fa male.
- Il bruxismo. Il digrignamento non causa la parodontite, ma su un dente già con poco osso aggiunge un carico che accelera la mobilità.
- I denti affollati. Le malposizioni creano zone impossibili da pulire. Quando serve se ne parla con l'ortodonzia, ma solo a infiammazione spenta.

Un dente che balla si può ancora salvare?
Molto spesso sì, più spesso di quanto si creda.
Parte della mobilità che senti non è osso perso per sempre: è gonfiore. Il legamento infiammato si allarga e il dente galleggia. Tolta l'infezione dalla tasca, quel gonfiore si riduce e l'elemento si riassesta.
Il lavoro vero si fa sotto la gengiva, dove lo spazzolino non arriva. La levigatura radicolare pulisce la superficie della radice dentro la tasca, seduta per seduta, per quadranti.
Dopo qualche settimana si rimisura. Se le tasche si sono chiuse si entra in mantenimento; se una zona resta profonda si valuta un passo chirurgico su quella zona soltanto.
A volte si legano fra loro due o tre denti mobili per distribuire il carico mentre i tessuti guariscono. Non è una soluzione definitiva. È un ponteggio.
Quando NON conviene accanirsi per tenere un dente?
Quando l'elemento ha perso quasi tutto il supporto, la strada semplice è già stata tentata e l'osso attorno continua a consumarsi.
Prima si prova sempre la via meno invasiva: cura della tasca, controllo del fumo, richiami ravvicinati. Un dente che risponde si tiene, anche se non è perfetto.
Ma c'è un punto oltre il quale un elemento compromesso lavora contro la bocca. Ogni mese in più è osso che se ne va anche attorno ai vicini, e quell'osso domani serve a chi valuta gli impianti dentali.
È una decisione che si prende insieme, con la radiografia davanti. Non per telefono.
Come arrivano a Ghezzano i pazienti che hanno un dente che si muove?
Quasi mai per il dente che balla: per il sangue sullo spazzolino che va avanti da mesi e che si è smesso di notare.
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, fuori dalla ZTL, con il parcheggio davanti all'ingresso.
Dal centro di Pisa, da Porta a Lucca e da Cisanello si arriva senza entrare nelle zone a traffico limitato. Chi viene da Cascina, da Fornacette o da Vicopisano esce dalla FI-PI-LI a Pisa Nord-Est.
Da Vecchiano e Migliarino si scende con l'Aurelia; da Calci si passa dalla Valgraziosa.
Conta perché curare la parodontite non è una seduta sola: sono più appuntamenti ravvicinati, poi richiami regolari per anni.
Siamo aperti dal lunedì al giovedì 9-13 e 15:30-19:30, il venerdì 8:30-13:30, il sabato 9-13. Una seduta alle 19 o il sabato mattina è ciò che rende sostenibile il mantenimento negli anni.
Nello studio di Pisa seguiamo famiglie intere, e capita spesso che un genitore in cura parodontale porti anche i figli dal dentista pediatrico: le abitudini di pulizia che si prendono da piccoli decidono molto più tardi.
Il primo passo è una visita in cui misuriamo le tasche attorno a ogni dente e leggiamo l'osso sulla radiografia: da lì si capisce quali elementi reggono, quali vanno discussi e come costruire un percorso di cura della parodontite con tempi veri. Chiama lo 050 9910086 o prenota su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Se ti riguarda
Cura della parodontite a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Parodontite: i denti non cadono tutti insieme
1. Dopo quanto cadono i denti con la parodontite se non faccio niente?
2. Perché mi si muove un solo dente e gli altri no?
3. Un dente che balla tornerà fermo come prima?
4. La parodontite è la stessa cosa della piorrea?
5. Se perdo un dente per parodontite posso valutare un impianto?
6. Ogni quanto devo tornare per i richiami una volta curato?
Cosa dicono i pazienti
Ho avuto un'esperienza molto positiva con il Dr. Palla . Sono molto soddisfatto degli impianti dentali che mi ha fatto, la sua professionalità e attenzione ai dettagli sono state evidenti in ogni fase del trattamento. Lo staff è accogliente e ha reso tutto il processo molto confortevole. Consiglio vivamente questo studio dentistico.
Vorrei ringraziare questo studio dentistico che è stato in grado di curarmi con il dolore dentale e si è preso il tempo di spiegarmi il problema. Ringrazio Sylvia per la sua profonda gentilezza e professionalità mai vista prima. Grazie !
Consiglio lo studio dentistico Edoardo Palla per ottima professionalità e gentilezza nel trattamento di pazienti adulti e soprattutto bambini
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