
Pisa · Cura della parodontite
Quando un ascesso parodontale dice quanto osso resta




La risposta breve
Ascesso parodontale: cosa succede nella tasca gengivale, come si drena e quanto osso resta a quel dente, spiegato nello studio di Ghezzano, a Pisa.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Pisa
- Per chi
- Chi arriva da Pisa (alle porte della città)
- Pubblicato
- 1 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un ascesso parodontale è pus che si raccoglie dentro una tasca gengivale, lungo il fianco della radice: il gonfiore che senti è la pressione che non trova sfogo. Si drena subito, e il sollievo arriva in poche ore. Ma la cosa che conta si misura dopo: quanto osso è rimasto intorno a quel dente.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Carducci, a Ghezzano, mi occupo di parodontologia: le gengive e l'osso che tengono fermi i denti.
Cosa sta succedendo nella gengiva quando si forma un ascesso parodontale?
La tasca fra dente e gengiva smette di drenare: i batteri annidati sul tartaro sotto il bordo si moltiplicano chiusi dentro, e in poche ore si forma una sacca che spinge contro la gengiva e contro l'osso.
La parte fastidiosa è la pressione. Quella che mi interessa è il danno attorno alla radice: dentro uno spazio chiuso l'osso si consuma in fretta.
Per questo leggo un ascesso come un segnale di quantità, non solo di dolore.
Mi dice che in quel punto c'è una tasca parodontale profonda, e che quella tasca c'era anche la settimana scorsa.
Quali sintomi distinguono un ascesso parodontale da un dolore del nervo?
Il dente risponde ancora al freddo, la tumefazione sta sul fianco della radice e dal bordo gengivale risale materiale: tre segni che spostano il sospetto dalla polpa alla gengiva.
- Il freddo. Se l'acqua gelata si sente ancora su quel dente, il nervo è vivo e il problema sta fuori, nel solco.
- La sede del gonfiore. Compare a metà radice, di lato, non sulla punta vicino alla narice o al mento.
- La mobilità improvvisa. Un solo dente che balla e fa male al morso è tipico dell'infezione in una tasca parodontale.
- La radiografia. La perdita ossea ha un profilo verticale lungo la radice, non una macchia tonda all'apice.
- Il sondaggio. Con la sonda trovo la profondità e, premendo, la via da cui il pus risale.
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Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Giovedì, 9:00 – 13:00 e 15:30 – 19:30 · Venerdì, 8:30 – 13:30 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Cosa si fa alla prima visita e cosa si rimanda?
Si fa uscire il pus, si pulisce la radice nel punto critico e si fotografa la situazione con una radiografia del settore: il resto si decide più avanti.
Il drenaggio di un ascesso parodontale avviene quasi sempre dalla tasca stessa, senza incisioni. Il morso torna tollerabile nel giro di poche ore.
Nella stessa seduta misuro le profondità su tutti i denti, non solo su quello che duole.
Poi si ferma la mano. Un episodio acuto non è il momento di programmare ricostruzioni: la cura della parodontite si imposta sui mesi, settore per settore, quando l'infiammazione è scesa.

Quanto osso ha perso quel dente dopo un ascesso?
Non lo si dice nel giorno acuto: la misura attendibile arriva dopo quattro-sei settimane, quando il gonfiore è rientrato e il sondaggio restituisce numeri veri su sei punti per dente.
A caldo i tessuti sono gonfi, le profondità risultano maggiori e la mobilità appare peggiore di quella reale. Chi decide in quella fase toglie denti che si potevano tenere ancora anni.
Alla rivalutazione confronto le profondità con quelle della prima volta, guardo il sanguinamento e controllo il morso.
Se la radice ha perso quasi tutto il sostegno e l'ascesso si ripresenta, valuto l'estrazione e, quando l'osso lo permette, come rimpiazzare il dente con gli impianti dentali.
Quando non serve aprire la gengiva?
Nella maggior parte dei casi basta la via più semplice: drenaggio, poi la levigatura radicolare della tasca e controlli ravvicinati.
La chirurgia parodontale entra in gioco solo se, rimisurando, quella profondità resta e continua a sanguinare nonostante l'igiene a casa sia fatta bene. Se i numeri scendono, non apro niente.
C'è un caso in cui conviene aspettare: quando spazzolino e filo non sono ancora stabili. Operare una bocca che non riesce a mantenersi pulita porta allo stesso punto dopo un anno.
Prima il controllo dei batteri. Poi, eventualmente, il bisturi.
Come si evita che un ascesso parodontale torni nello stesso punto?
Con i richiami di mantenimento a intervalli decisi sulle tue profondità, non su un calendario standard: la tasca che ha dato pus è la prima che si riempie di nuovo.
Nei fumatori le gengive sanguinano meno e guariscono più lentamente: un ascesso tende a ripresentarsi, e lo si vede sulla poltrona. Ne parliamo in visita, senza prediche.
Conta anche il carico. Un dente con poco osso che prende un contatto più forte degli altri si muove, la tasca si riapre e il ciclo riparte.
Per questo alleggerisco i punti di appoggio e ricontrollo il morso a distanza.
Come si arriva in Via Carducci da Pisa e dai comuni intorno?
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme, alle porte di Pisa: fuori dalla ZTL, con il parcheggio davanti all'ingresso.
Chi viene dal centro di Pisa, da Cisanello o da Porta a Lucca non entra in nessuna zona a traffico limitato. Da Cascina, Fornacette e Vicopisano l'uscita è Pisa Nord-Est della FI-PI-LI; da Vecchiano e Migliarino si scende dall'Aurelia; da Calci si arriva giù dalla Valgraziosa.
Gli orari sono lunedì-giovedì 9-13 e 15:30-19:30, venerdì 8:30-13:30, sabato 9-13.
Il sabato mattina è la finestra che usano le famiglie che vengono da fuori, anche quando l'appuntamento riguarda l'ortodonzia o il dentista dei bambini.
Le altre situazioni che vediamo qui ogni settimana stanno nelle guide per chi cerca un dentista a Pisa.
Il primo passo è una visita in cui guardo quel punto con la sonda e una radiografia, per capire da dove parte il pus e quanto sostegno è rimasto: chiama lo 050 9910086 oppure fissa l'appuntamento su https://prenota.adamanti.it/prenota/pisa.
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Cura della parodontite a Pisa
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Giosuè Carducci e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Pisa
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Quando un ascesso parodontale dice quanto osso resta
1. Un ascesso parodontale può risolversi da solo?
2. In quanto tempo scende il gonfiore?
3. Posso lavare i denti dove la gengiva è gonfia?
4. Perché il gonfiore è comparso proprio fra due molari?
5. Se il dente si muove, va tolto subito?
Cosa dicono i pazienti
Personale gentile e disponibile. Staff medico altrettanto gentile, disponibile e trasmette tranquillità. Da consigliare
Professionali accoglienti gentili ti mettono a tuo agio...che dire il Top!!!
Ottimo studio molto bravi, competenti e molto puliti, professionalità al top. Consigliatissimo
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